Al via il Forum "Verso Sud": rilanciare il ruolo chiave del Sud nel Mediterraneo Allargato

Al via il Forum "Verso Sud": rilanciare il ruolo chiave del Sud nel Mediterraneo Allargato
5 Minuti di Lettura
Venerdì 13 Maggio 2022, 13:30

(Teleborsa) - Si è aperto oggi a Sorrento il Forum "Verso Sud - La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo", in calendario il 13 e 14 maggio presso la città della costiera, realizzato della Ministra per il Sud Mara Carfagna e The European House – Ambrosetti, con la collaborazione dell'Agenzia per la Coesione Territoriale ed il sostegno del Gruppo FS Italiane, Intesa Sanpaolo, Gruppo MSC, Gruppo Adler, Mediocredito Centrale.

Ospiti dell'iniziativa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, altri nove Ministri e due Commissari europei, cinque esponenti dei Governi del Mediterraneo Allargato, business leader e opinion maker dei Paesi dell'area.

Al forum è stato presentato il Libro Bianco per il rilancio e lo sviluppo del Mezzogiorno, facendo leva sul suo ruolo di snodo strategico e piattaforma di connessione per l'Europa nell'area del Mediterraneo Allargato, una regione strategica a livello globale, dove dovranno trovare sintesi i principali trend e le più importanti sfide del nostro tempo.

The European House – Ambrosetti ha realizzato un'analisi socioeconomica dell'area per mettere a confronto il Sud Italia con tre aree benchmark - sponda Nord del Mediterraneo, Sponda Sud e Mediterraneo Allargato - lungo 4 domini di analisi: economico, sociale, energetico e dell'innovazione. L'analisi ha studiato 22 Key Performance Indicator (KPI) per 42 Paesi e 20 Regioni, su un orizzonte di 10 anni per un totale di oltre 13.600 informazioni censite, restituendo un quadro molto confortante: il Sud Italia si posiziona nella Top-10 per ciascuna delle 4 dimensioni (sesto su 20 Paesi nel dominio economico con un punteggio di 0,39; settimo su 21 nel dominio sociale con un punteggio di 0,56; terzo su 22 Paesi nel dominio energetico con un punteggio di 0,61; nono su 20 Paesi nel dominio innovazione con un punteggio di 0,39). Più in dettaglio il Sud Italia si posiziona nelle ultime 6 posizioni in 1 solo KPI (investimenti sul PIL).

"A Sorrento non abbiamo portato il solito libro dei sogni del Sud, ma una visione progettuale già incardinata e sostenuta da colossali investimenti europei, che da qui a cinque anni cambierà radicalmente il Mezzogiorno italiano", ha affermato la Ministra Mara Carfagna, sottolineando che "il PNRR è il più grande strumento di politica industriale attivato negli ultimi decenni" e "mette a valore le potenzialità" del Sud per "qualificare l'Italia e il suo Sud nella direzione che indichiamo: polo della trasformazione e distribuzione dell'agroalimentare; hub logistico e energetico del Mediterraneo, centro di innovazione tecnologica e scientifica, luogo attrattore di turismo e nuovi residenti, ponte necessario tra l'Europa e il continente più giovane e promettente, l'Africa".

"Nell'attuale contesto di rinnovata centralità del Mediterraneo, il nostro Paese può giocare un ruolo fondamentale nella ricostruzione del proprio ruolo di forza geopolitica, economica e socio-culturale trainante in questa macro-regione", ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti, ricordando che "il Mediterraneo Allargato conta 45 Paesi che generano oltre 12 trilioni di Dollari di PIL e accolgono al loro interno 1,2 miliardi di abitanti, pari rispettivamente al 14,5% e al 15,5% del totale mondiale".


Sei le aree identificate nel Libro Bianco per il rilancio del Sud Italia: l'Economia del Mare per la competitività, attrattività e crescita del Sud Italia e del Mediterraneo; nuovi corridoi energetici e reen transition come cardini del Mediterraneo del futuro; investimenti infrastrutturali ed il nuovo modello di valutazione per dispiegarne gli effetti positivi; sviluppo del settore turistico a beneficio dei territori; le specializzazioni produttive nelle nuove catene globali del valore; il ruolo delle Università come centri di competenze nell'area del Mediterraneo. A queste si aggiungono 2 ambiti trasversali: la comunicazione della nuova visione e la governance per realizzarla.

Su alcuni ambiti il Sud Italia registra già un buon posizionamento. Ad esempio, il macro-settore Economia del Mare incide sul Valore Aggiunto del Sud per il 4,4% contro il 3% a livello nazionale e presenta un moltiplicatore economico pari a 1,8; inoltre i porti del Sud rappresentano il 46% del totale traffico merci via mare italiano.

Nel campo dell'energia, il Sud Italia può diventare protagonista della green transition poiché è già oggi il "serbatoio" di rinnovabili del Paese, producendo il 52,3% della quota nazionale di eolico, solare e bioenergie.

Al contrario, le infrastrutture rappresentano oggi un nodo critico per il Sud Italia, in quanto solo 7 porti su 34 sono collegati all'Infrastruttura Ferroviaria Nazionale (21% del totale) e sono presenti solo 5 interporti contro i 16 del Nord Italia; anche l'infrastruttura digitale presenta un gap con solo 10 Data Center, pari al 13% nazionale e 4 Regioni totalmente sprovviste (Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna).

Il turismo avrebbe enormi potenzialità, grazie ad una dotazione naturale ed un patrimonio culturale unici (24 Parchi nazionali, 22 siti tutelati dall'UNESCO, 5.805 chilometri di costa), ma il Sud attrae meno turisti stranieri rispetto al resto del Paese (il 18,5% del totale nazionale).

Il Sud ospita inoltre un ecosistema di poli industriali e imprese di grandi dimensioni, leader in Italia e nel Mondo, con specializzazioni industriali rilevanti in settori quali: aerospazio, automotive, abbigliamento-moda, agroalimentare e farmaceutico. Nel manifatturiero, 100 Euro investiti nel Sud Italia generano una ricaduta aggiuntiva di 58 Euro nel resto del Paese (Centro-Nord).

Gli attuali trend demografici pongono inoltre sfide chiave per il futuro del Mediterraneo. Nel giro di pochi anni il Sud Italia rischia di passare dall'essere l'area più giovane del Paese alla più anziana. Di qui il ruolo chiave che può essere giocato dall'ecosistema della formazione e della ricerca a partire dal rilancio degli Atenei e dalla loro valorizzazione in reti.

Con riferimento alla comunicazione, il Sud Italia (e l'Italia in generale) continuano ad essere descritti principalmente attraverso stereotipi distorti. Ecco perché la promozione del sistema-Sud dovrebbe partire da una campagna di comunicazione internazionale #SudIsDifferent che evidenzi gli elementi qualificanti del Sud Italia, sia in termini di unicità e distintività, sia con riferimento all'alterità della regione rispetto agli stereotipi comunemente diffusi in Italia e all'estero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA