Al lavoro per la riorganizzazione di Alitalia

Martedì 3 Dicembre 2019
(Teleborsa) - Si lavora per una Alitalia viva, anche se necessariamente ridimensionata, che non significa poco competitiva, meno efficiente e profittevole. La frase, captata nei corridoi di Palazzo Chigi a ridosso del Consiglio dei Ministri tenutosi ieri sera, riassume il senso di una strategia che lascia ancora sei mesi di tempi per scongiurare la liquidazione della compagnia aerea.

Prossima e ultima scadenza: 31 maggio 2020. Sbloccato il nuovo prestito ponte da 400 milioni, manovra su cui la UE è pronta a intervenire, restano meno di sei mesi per trovare la quadra. Il nuovo bando di gara sarà emanato solo quando torneranno i conti, ovvero avviata una ristrutturazione che richiederà una serie di tagli. Operazione possibile solo con il coinvolgimento delle parti sindacali e con robuste garanzie per le eccedenze che si ritiene possano riguardare il 40% dell'organico attuale.

Lo snellimento riguarda linea di volo, servizi di terra e manutenzione. Quest'ultimo asset dovrebbe essere ceduto all'esterno, contribuendo ad abbattere i costi di esercizio. Alitalia perde circa 800mila euro al giorno, ma il costo del personale di volo è equiparabile a quello dei maggiori vettori leasure. La flotta sarà sicuramente decurtata, privilegiando un'unica tipologia di aeromobile.
La battaglia più dura si preannuncia per il personale di terra, in parte da ricollocare. Il Governo può contare solo sulla promessa fatta da Lufthansa, pronta a intervenire a riorganizzazione conclusa.
Il ministro Patuanelli dovrà decidere se confermare la gestione commissariale a Discepolo, Laghi e Paleari, o affidare la delicata fase di ristrutturazione a un Commissario unico con un manager responsabile della gestione operativa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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