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Abi: «Banche e Fintech abbiano regole comuni e omogenee»

Abi: «Banche e Fintech abbiano regole comuni e omogenee»
di Rosario Dimito
4 Minuti di Lettura
Martedì 21 Giugno 2022, 13:12

«Eventuali ulteriori rafforzamenti dei presidi normativi – se ritenuti necessari – non possono che avvenire in sede europea, per evitare disallineamenti tra regole europee e regole nazionali, con una alterazione del terreno competitivo all’interno dell’Unione Bancaria». Si chiudono così le 40 pagine della relazione di Giovanni Sabatini, direttore generale Abi e Salvatore Poloni, presidente Casl davanti alla Commissione banche martedì 21 giugno. I due alti esponenti di Palazzo Altieri sono stati auditi in merito alla regolamentazione della distribuzione dei prodotti finanziari e alla contrattazione collettiva di settore in materia di politiche commerciali.

Da più parti, soprattutto i sindacati, si solleva il tema delle indebite pressioni esercitate dalle banche sui propri dipendenti. «Il catalogo degli strumenti finanziari e dei prodotti oggetto di offerta predetermina a monte il target di clientela al fine di orientare in modo appropriato la prestazione dei servizi di investimento. In tale contesto viene altresì definita la strategia distributiva (servizio di investimento, canale operativo utilizzabile e relative cautele) che appare appropriata per il singolo strumento finanziario e prodotto di investimento» si legge nella relazione. «Vale altresì la pena evidenziare che nel 2014 la Consob ha emanato una specifica Comunicazione sulla distribuzione dei prodotti complessi, la quale ha indirizzato le banche nella elaborazione di procedure interne volte ad adottare specifiche cautele in funzione del grado di complessità degli strumenti finanziari oggetto di distribuzione ai clienti al dettaglio. Sebbene il 2 febbraio 2022 la Commissione abbia revocato tale Comunicazione, in quanto il relativo contenuto risulta direttamente o indirettamente assorbito dalle più ampie e articolate regole dettate dal vigente quadro normativo, le procedure al riguardo adottate dalle banche italiane potranno subire qualche rimodulazione, che tuttavia non incide sul livello di protezione dei clienti, in considerazione del fatto che le nuove norme europee oggi vigente presidiano il tema in modo accurato». Durante la relazione Sabatini e Poloni fanno riferimento più volte alla direttiva Mifid che disciplina i rapporti con la clientela sviscerandone tutti i passaggi da fare prima di un investimenti adeguato alle caratteristiche del risparmiatore, la cosiddetta profilatura. Sabatini e Poloni hanno spiegato i presidi organizzativi e di governance previsti a garanzia della compliance da parte delle banche e la funzione indipendente di compliance a presidio del rischio di non conformità alle norme. Particolare risalto alle regole in tema di politiche di remunerazione volte ad evitare conflitti di interesse anche nei rapporti con la clientela e un’eccessiva assunzione di rischi. Messo a fuoco l’accordo 8 febbraio 2017 su politiche commerciali e organizzazione del lavoro.

«Il Presidente Antonio Patuelli ha più volte ricordato che per la tutela del risparmio ABI, sindacati e banche collaborano, con l’applicazione del menzionato Accordo, contro ogni indebita pressione, evidenziando che ci sono stati decisi passi in avanti di consapevolezza diffusa per prevenire casi soprattutto nelle crisi bancarie degli anni passati. Il Presidente Patuelli ha auspicato, pertanto, che tale valida intesa venga applicata ad ogni livello e sempre. In tal senso, ha puntualmente apprezzato la costruttività dei sindacati, in particolare nelle fasi più difficili di questi anni di emergenze». «La Joint declaration rappresenta un rilevante risultato per il dialogo sociale di settore, poiché orienta verso una cultura di valori, trasparenza ed integrità professionale che contempera sia la necessaria redditività delle banche che l’esigenza di un maggior benessere ambientale dei lavoratori, favorito da un contesto condiviso che sia di orientamento e indirizzo nello sviluppo equilibrato e sostenibile delle attività inerenti i servizi e prodotti finanziari e i rapporti con la clientela. Il testo contiene, infatti, paragrafi relativi al ruolo della compliance, della formazione continua dei lavoratori, dell’informazione, della comunicazione interna, delle condizioni di lavoro e del worklife balance ed al rispetto dei valori professionali, alla sostenibilità ed alla protezione dei dati. Da sottolineare che l’ABI ha partecipato attivamente al confronto che ha permesso di giungere alla condivisione della Joint declaration rivolta all’intero settore bancario europeo e che assume come benchmark di riferimento gli stessi principi ispiratori dellAccordo ABI del febbraio 2017 sulle politiche commerciali».

L’Accordo prende le mosse dal quadro normativo di riferimento in materia che costituisce un sistema di regole – provenienti dalle competenti Istituzioni europee e nazionali – come precedentemente illustrato, particolarmente ampio e complesso.


«In proposito si sottolinea come ogni attività necessiti di un terreno di gioco livellato: si richiama quindi la necessità che tutti gli operatori, inclusi quelli meno “tradizionali”, affacciatisi di recente nello scenario nazionale e internazionale dei servizi bancari e finanziari, siano sottoposti a un quadro regolamentare e di vigilanza comune e “omogeneo”, seguendo il principio secondo il quale “stessi servizi, stessi rischi, stesse regole, stessa vigilanza”, evitando il protrarsi di situazioni di dumping regolamentare che incide negativamente sulla concorrenza».

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