5G in ritardo in Europa. Corte dei Conti Ue: necessaria una "spinta"

5G in ritardo in Europa. Corte dei Conti Ue: necessaria una "spinta"
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Martedì 25 Gennaio 2022, 09:45

(Teleborsa) - Il 5G può rappresentare una grande opportunità di sviluppo per l'Europa, contribuendo alla creazione del PIL e di milioni di posti di lavoro, oltre che al miglioramento della qualità della vita delle persone, ma nello stesso tempo pone rischi relativi alla sicurezza, data la concentrazione di questa tecnologia presso pochi operatori. Si rischia anche di non centrare i target dell'UE che puntano ad una copertura integrale del 5G entro il 2030.

L'avvertimento arriva dalla Corte dei Conti europea, organismo terzo che si occupa della revisione dei conti dell'Unione Europea. Nella relazione speciale firmata da Annemie Turtelboom, giudice belga, si a invoca un rinnovato slancio per accelerare il dispiegamento nell'UE del 5G

Investimenti e benefici del 5G

I servizi 5G sono essenziali per un'ampia gamma di applicazioni - si sottolinea - utili a molti settori dell'economia dell'UE e della vita quotidiana dei cittadini. Secondo le stime, tra il 2021 e il 2025 il 5G potrebbe far aumentare il PIL dell'UE di un importo pari fino a 1 000 miliardi di euro, con un potenziale di creazione o trasformazione di ben 20 milioni posti di lavoro. Per questo, l'UE spenderà fino a 400 miliardi di euro entro il 2025 per sviluppare reti 5G a sostegno della crescita economica e della competitività future.

Si accumulano ritardi

Nonostante questi obiettivi - rileva la Corte dei conti europea - gli Stati membri hanno sperimentato notevoli ritardi nell'attuazione delle rispettive reti 5G e ciò sta ostacolando il raggiungimento degli obiettivi dell'UE in termini di accesso e copertura. Lì'UE punta infatti ad , una copertura integrale del territorio europeo entro il 2030.

Tutti gli Stati membri (tranne Cipro, Lituania, Malta e Portogallo) hanno raggiunto l'obiettivo intermedio del 2020 di avere almeno una grande città con accesso al 5G. Molti paesi dell'UE sono però rimasti indietro con il dispiegamento delle rispettive reti 5G. La Commissione ritiene che in 16 paesi vi sia una buona probabilità di raggiungere l'obiettivo del 2025 (Austria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Irlanda, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia) e in 5 paesi sia bassa (Belgio, Bulgaria, Croazia,
Cipro e Grecia). Al novembre 2021, 23 Stati membri non avevano ancora recepito la direttiva dell'UE che, tra le altre cose, fissa termini ultimi per l'assegnazione delle bande pioniere per il 5G.

Con l'attuale ritmo di attuazione - sottolinea la Corte - è molto probabile che gli obiettivi fissati dall'UE per questo decennio non verranno raggiunti.

I rischi del 5G

Il 5G fornisce molte opportunità di crescita, ma comporta alcuni rischi: il numero limitato di fornitori in grado di costruire e gestire
reti 5G accresce la dipendenza e i rischi associati all'ingerenza da parte di "attori statali ostili".

Sei degli otto maggiori fornitori della tecnologia 5G ad esempio Huawei (Cina) e Samsung (Corea del Sud), non hanno la propria sede principale nell'UE, dove la legislazione può differire notevolmente dalle norme UE, ad esempio in termini di protezione dei dati personali. La Corte teme quindi che gli utenti possano essere soggetti a normativa non-UE laddove i centri di controllo siano ubicati al di fuori dell'UE.

La Commissione europea ha aiutato gli Stati membri a raggiungere questi traguardi tramite molteplici iniziative, orientamenti e finanziamenti. Non ha però mai definito in modo chiaro la qualità attesa dei servizi 5G. Ciò - sottolinea la Corte - potrebbe condurre a disuguaglianze nell'accesso e nella qualità dei servizi 5G nell'UE, ampliando
ulteriormente il digital divide.

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