Pnrr, c'è un mese per raggiungere gli obiettivi: corsa contro il tempo per la transizione green

Pnrr, c'è un mese per raggiungere gli obiettivi: corsa contro il tempo per la transizione green
di Luca Cifoni
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 12:46 - Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 17:16

Sarà una corsa serrata fino all’ultimo metro. Mario Draghi ha ribadito pochi giorni fa che l’Italia raggiungerà entro il 31 dicembre tutti i 51 traguardi e obiettivi che il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha fissato al 31 dicembre 2021.

Ma a meno di un mese dalla scadenza, molti dei 23 traguardi che alla verifica dello scorso 2 novembre risultavano non conseguiti avranno bisogno ancora di qualche passaggio prima di essere definitivamente chiusi. Milestone e target abbracciano tutte e sei le missioni del piano e sono “in carico” a diverse amministrazioni centrali. Si tratta in alcuni casi di riforme fondamentali, in altri di provvedimenti che devono creare le condizioni per l’attuazione del Pnrr, in altri ancora di veri e propri investimenti. È il caso di ricordare che se il nostro Paese non facesse tutti i suoi compiti a casa, sarebbe automaticamente a rischio la prima rata da 24,1 miliardi.

ASSUNZIONI E RIFORME

Obiettivi pesanti sono quelli del ministero della Giustizia, con tre riforme e le norme per avviare le assunzioni nel settore. Queste ultime sono già operative, così come hanno visto la luce il riassetto del processo penale e quello del quadro delle insolvenze. Esattamente una settimana fa la Camera ha dato poi il via libera definitivo alla cruciale riforma del processo civile, che nella griglia del Pnrr corrisponde al traguardo M1C1-29: sono attesi ora i relativi decreti attuativi. Un passaggio considerato decisivo pure sotto il profilo economico, per gli effetti positivi che una riduzione dei tempi del contenzioso potrebbe avere sugli investimenti italiani ed esteri. Anche il ministero dell’Università e della ricerca aveva perfezionato entro il 2 novembre la nuova normativa sugli alloggi per gli studenti e la riforma del sistema delle borse di studio. Restava il traguardo M4C1-1 ovvero la riforma delle classi di laurea con l’obiettivo di favorire l’interdisciplinarietà, la flessibilità dei corsi di studio e la formazione di profili professionali innovativi: è stata inserita nel decreto legge che prevede appunto disposizioni urgenti per l’attuazione del Pnrr, andato in Gazzetta Ufficiale il 6 novembre e in attesa di conversione in Parlamento. Erano già stati centrati tre traguardi del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims): quelli relativi alle semplificazioni sul trasporto pubblico locale e all’accelerazione dei contratti di programma con rete ferroviaria italiana e dell’iter dei progetti ferroviari. Nel mirino ci sono ora i traguardi M3C1-21 e M3C1-22 relativi rispettivamente all’entrata in vigore delle linee guida per la sicurezza e il monitoraggio dei ponti e al trasferimento della titolarità di ponti e viadotti delle strade di secondo livello: nel primo caso è atteso proprio in queste ore il passaggio in Conferenza unificata, nel secondo l’elenco è pronto ed è in arrivo il decreto ministeriale. Sta per passare in Conferenza unificata anche il traguardo M5C3-11 con il piano operativo per gli investimenti nelle Zone economiche speciali (in collaborazione con il ministero per il Sud). Servirà ancora un po’ di tempo invece per la finalizzazione del decreto per l’investimento in bus elettrici (M2C2-41) che richiede l’intervento anche del ministero dello Sviluppo e di quello della Transizione ecologica.

LA SEMPLIFICAZIONE

Taccuino pieno anche quello del ministero della Pubblica amministrazione, che a inizio novembre aveva archiviato le tre norme sulla governance del Pnrr, sulla semplificazione delle procedure amministrative e sull’assistenza tecnica, sempre finalizzate alla realizzazione del piano. In dirittura d’arrivo c’è ora la procedura di assunzione di 1.000 esperti per la semplificazione (obiettivo M1C1-54): le liste saranno fornite alle Regioni nei prossimi giorni e le procedure attivate entro l’anno. Il traguardo M1C1-68 è invece gestito dal dicastero di Brunetta insieme al Mef: riguarda il sistema di archiviazione per audit e controlli ai fini del monitoraggio del Pnrr e deve essere ancora perfezionato. Il ministero dell’Economia sta seguendo poi M1C1-101, che sarà conseguito a breve con la relazione su nuove misure contro l’evasione (in particolare dovuta alla omessa fatturazione) e M3C2-3 sullo sportello unico doganale (già approvato dal Consiglio dei ministri). Ben sei erano i traguardi assegnati al neonato ministero del Turismo. Già conseguiti al 2 novembre il provvedimento relativo agli appalti per lo sviluppo del portale per il turismo digitale e i quattro sui fondi per la competitività delle imprese turistiche. Resta il traguardo M1C3-23 che riguarda la definizione della politica di investimento del Fondo nazionale per il turismo gestito da Cassa depositi e prestiti immobiliare Sgr: il primo passaggio è stato fatto con l’avvio della procedura per la sottoscrizione da parte del ministero di una quota da 150 milioni. Transizione digitale e transizione ecologica sono due fronti decisivi di tutta l’operazione Next generation Eu a livello europeo. Come sono posizionati i ministeri che in Italia lavorano specificamente su queste materie? Il primo, guidato da Vittorio Colao, aveva già portato a casa i decreti per la riforma delle procedure di acquisto dei servizi tecnologici da parte delle pubbliche amministrazioni. Sono pronte e sono state inviate a Bruxelles anche le linee guida sul passaggio al cloud e l’interoperabilità per le pubbliche amministrazioni (traguardo M1C1-2): i tempi di pubblicazione dipendono dalla stessa Unione europea. Il Mite di Roberto Cingolani invece aveva completato quattro traguardi su rifiuti ed energia circolare, monitoraggio dei rischi idrogeologici, proroga del superbonus e riforma dei servizi idrici integrati. Mancano ora all’appello M2C2-7 (promozione dell’uso del biometano) M2C4-7 (programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico) e M2C4-18 (valorizzazione delle aree verdi urbane ed extra-urbane). Inoltre per M2C4-12 non c’è ancora il nuovo quadro giuridico per la riduzione del rischio idrogeologico (sempre di competenza del Mite) mentre la Protezione civile ha fatto la sua parte programmando interventi operativi per 1,2 miliardi.

LE PRIORITÀ TRASVERSALI

Giovani, parità di genere e riduzione del divario di cittadinanza sono priorità trasversali del Pnrr. Due traguardi ormai a portata dipendono dal ministero del Lavoro: per quanto riguarda M5C1-1 è stato adottato ed è in fase di registrazione il decreto sulla garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol) e si attende quello “gemello” sul Piano nazionale nuove competenze. Per M5C2-5 (piano operativo per il sostegno alle persone vulnerabili) è stata costituita la cabina di regia e il piano dovrebbe arrivare a giorni. Molto importante sul piano sociale è la legge quadro sulla disabilità (M5C2-1) che la ministra Stefani sta seguendo personalmente per ottenere un rapido via libera dalle Camere dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri. Il ministero dello Sviluppo economico aveva definito l’identificazione dei progetti europei di microelettronica e il fondo a sostegno dell’imprenditorialità femminile. Più recentemente ha completato il traguardo M1C2-1 con i provvedimenti sui crediti d’imposta per la Transizione 4.0 e l’istituzione del comitato scientifico. Per gli Esteri risulta conseguito il traguardo del rifinanziamento del fondo Simest per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese mentre non c’è ancora il simmetrico obiettivo M1C2-27 che riguarda l’effettiva fruizione del sostegno da parte delle imprese. Due traguardi (M1C1-69 e M1C1-71) dipendono dal Segretariato generale della Presidenza del Consiglio. Entrambi riguardano la riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni. Per il conseguimento di entrambi è richiesta l’entrata in vigore del decreto sulla semplificazione e poi di tutte le leggi, i regolamenti e i provvedimenti attuativi (anche di diritto derivato) per il sistema degli appalti pubblici. Il decreto attuativo delle norme di semplificazione è pronto e verrà emanato a breve, dunque anche in questo caso la scadenza del 31 dicembre dovrebbe essere centrata senza troppi patemi. Infine il ministero della Salute: per fine anno aveva un solo traguardo, relativo al piano di riorganizzazione per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero, che risultava già conseguito al 2 novembre. Siccome però gli esami non finiscono mai, dopo i 51 traguardi e obiettivi con scadenza fine 2021 scatterà la seconda tappa, che ne prevede altri 47 da raggiungere entro il 30 giugno del prossimo anno. In palio, per così dire, una nuova rata sempre da 24,1 miliardi.

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