Alfasigma, dalla cura del malato in casa allo spray anti-Covid. Stefano Golinelli: «Mantenuta la visione delle origini»

Alfasigma, dalla cura del malato in casa allo spray anti-Covid. Stefano Golinelli: «Mantenuta la visione delle origini»
di Umberto Mancini
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Mercoledì 4 Maggio 2022, 10:58 - Ultimo aggiornamento: 5 Maggio, 07:17

Le radici nella storia e la testa ben rivolta al futuro. Alfasigma cresce e si rinnova.

Mantenendo ferma una tradizione antica, ma puntando forte sullo sviluppo della ricerca. È uno dei più importanti e consolidati gruppi farmaceutici italiani, nato dall’aggregazione di due storici player del comparto, Alfa Wassermann e Sigma-Tau. Presente direttamente o indirettamente in oltre 90 Paesi, conta quasi 3mila collaboratori, con oltre 1 miliardo di euro di giro d’affari.

UNA LUNGA STORIA

La proprietà fa capo alla famiglia Golinelli, che possiede oltre l’80% del pacchetto azionario e che ha sempre spinto in una sola direzione: ricerca e innovazione, quali aspetti qualificanti rimasti costanti nel tempo. Stefano Golinelli, chairman di Alfasigma, ha le idee chiare sulla strategia futura: «Le radici di Alfasigma risalgono a ormai più di settanta anni fa a Bologna, quando nacque questa impresa per iniziativa di mio padre, Marino Golinelli, recentemente scomparso.

A lui abbiamo intitolato il Centro polifunzionale di Ricerca e Sviluppo Labio 4.0 Marino Golinelli, che è collocato all’interno del sito di Pomezia, proprio per la passione che il fondatore aveva per la ricerca e l’innovazione. L’azienda ha attraversato l’intera storia del Dopoguerra fino ai giorni nostri, vivendo trasformazioni, acquisizioni e cambiamenti, ma sempre tenendo al centro la visione originaria: “curare i malati”. Oggi la nostra famiglia, dopo il merger di pochi anni fa, continua il suo impegno in questo gruppo portando farmaci in oltre novanta Paesi».

Alfasigma, aggiunge Golinelli, «sviluppa e distribuisce farmaci in svariate aree terapeutiche, con un focus particolare sull’area gastro. Diamo lavoro a quasi tremila persone e di queste la metà lavora nel nostro Paese, in particolare nelle zone del Centro Italia: tra Lazio e Abruzzo abbiamo tre stabilimenti produttivi, uffici amministrativi e il centro di ricerca e sviluppo. Siamo orgogliosi che i nostri ricercatori di recente abbiano pubblicato lo studio con i dati su terapie anticorpali contro il Covid, che funzionano anche sulle ultime varianti». E proprio nel centro di Ricerca e Sviluppo dedicato al fondatore è stata messa a punto una nuova arma contro il Covid. «Si tratta di un anticorpo sintetico, inalabile come un aerosol, novità assoluta rispetto quelli disponibili finora solo iniettabili – spiega Giuseppe Alloca, direttore delle operazioni industriali e dello stabilimento – A realizzarlo i nostri ricercatori insieme al Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata. Grazie a dieci donazioni di sangue di medici e operatori dell’ospedale di Bergamo sopravvissuti al Covid, i nostri ricercatori hanno isolato sei anticorpi capaci di neutralizzare la proteina Spike responsabile dell’ingresso del virus nell’organismo. Un’autentica innovazione in grado di bloccare l’infezione sin dall’inizio e che, grazie alla formula spray, consentirà una sorta di “autogestione” del paziente, con un abbattimento dei costi ospedalieri».

LE TAPPE

Sin dalla fondazione, la storia di Alfasigma è una continua evoluzione di piani di espansione portati a termine con tenacia, puntando sullo sviluppo in due direzioni: per linee interne, con una forte focalizzazione sulla ricerca e sulla produzione di alcune molecole proprietarie, che oggi rappresentano oltre il 50% delle vendite; per linee esterne, con una serie di operazioni di acquisizione e di fusione che hanno coinvolto primarie aziende farmaceutiche italiane e internazionali. Un processo di crescita che in 75 anni di attività non si è mai arrestato. Oggi è una delle più importanti realtà manifatturiere del nostro Paese, con tre stabilimenti produttivi a Pomezia (Roma), Alanno (Pescara) e Sermoneta (Latina), a cui si aggiungono gli impianti di Tortosa in Spagna e di Shreveport negli Stati Uniti, oltre ai laboratori di ricerca e sviluppo interni di Bologna e Pomezia. Accanto al business tradizionale, l’azienda, grazie a continui investimenti negli stabilimenti produttivi, è diventata protagonista del segmento del contract manufacturing – ovvero la produzione conto-terzi di farmaci – dove sta registrando risultati importanti e un tasso di crescita a due cifre. Il gruppo è impegnato in un piano di investimenti in tecnologie del valore di oltre 60 milioni di euro in 5 anni, che interessa tutto il network produttivo italiano, comprendendo i tre impianti industriali e le facilities del centro di ricerca e sviluppo. L’attività operativa è concentrata in 5 insediamenti principali: quello storico di Bologna, che ospita anche il centro direzionale, la divisione internazionale di Milano e i tre siti produttivi. In Italia è leader nel mercato dei prodotti da prescrizione, dove è presente in molte aree terapeutiche primary care (gastroenterologia, cardiovascolare, ortopedia, pneumologia), oltre a essere riconosciuta dal pubblico consumer per alcune referenze da automedicazione di grande notorietà, particolarmente radicate nel vissuto delle famiglie. Il secondo mercato è quello statunitense, dove – a seguito dell’acquisizione dell’azienda americana Pamlab nel 2016 – Alfasigma presidia in particolare il segmento nutraceutico e del medical food. Spagna, Romania, Francia e Polonia sono gli altri Paesi di distribuzione più importanti per fatturato e tasso di sviluppo. Dal lancio nel lontani anni ‘60 del complesso vitaminico Rekord B12, il cui packaging innovativo viene esposto al Moma di New York, è stata protagonista nel comparto farmaceutico con numerosi prodotti, fino alle ultime ricerche sul Covid-19 e alla medicina di precisione. Si punta anche allo studio del microbioma, alle biotecnologie e nanotecnologie per curare le malattie rare e più complesse.

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