Manovra, pensioni: bufera su naja e laurea
Contributo solidarietà resta per gli statali

Bossi, Berlusconi e Tremonti
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Martedì 30 Agosto 2011, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 20:20

ROMA - Cresce la protesta contro la nuova manovra uscita ieri dal vertice di Arcore, mentre Bankitalie e Corte dei conti avvertono: misure depressive. Intanto, dopo le audizioni di stamani, via all'esame degli oltre mille emendamenti al provvedimento.

Le proteste sulla norma che esclude servizio militare e riscatto della laurea dal calcolo dei versamenti previdenziali per la pensione si fanno sempre più forti, anche sul web. Per la Cgil è un golpe, anche la Uil si prepara allo sciopero e i medici dell'Anaao proclamano lo stato di agitazione contro una proposta definita «indecente».

Contributo di solidarietà resta in vigore anche per gli statali. Il contributo di solidarietà sarà abolito, così come stabilito dal vertice di maggioranza di ieri, ma, oltre che per i parlamentari, resterà in vigore anche per tutta la pubblica amministrazione. Lo spiega il relatore, Antonio Azzollini, che sta approntando in queste ore gli emendamenti che traducono le intese raggiunte lunedì ad Arcore. Il prelievo sui redditi dei dipendenti della pubblica amministrazione era stato introdotto dalla manovra di luglio 2010, prevedendo un prelievo del 5% per la parte eccedente i redditi sopra i 90 mila euro e del 10% sulla parte eccedente i 150mila euro. Con la manovra di Ferragosto il contributo di solidarietà veniva applicato anche al settore privato, e per tutti diventava deducibile. L'emendamento che sta predisponendo il relatore dovrebbe quindi intervenire solo sulle diposizioni della manovra in discussione in questi giorni, cancellando la "supertassa" introdotta con il decreto varato ad agosto dal governo, ma mantenendo le disposizioni precedenti. Il contributo resterà invece per i parlamentari, con le percentuali di prelievo raddoppiate.

Verso riscrittura norme su società di comodo. Tra gli emendamenti del relatore alla manovra, che dovrebbero essere pronti per domani, ci sarà molto probabilmente anche una "riscrittura" della norma sulle società di comodo, nonostante la Lega abbia già presentato un emendamento in questo senso. Lo ha annunciato lo stesso relatore, sottolineando che «saremo prudentissimi sulle stime» pur specificando che «se fatta bene questa misura può portare risorse importanti».

Bankitalia: rischi depressivi per l'economia. «L'aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull'economia», ha detto il vicedirettore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso dell'audizione in commissione Bilancio del Senato, precisando che «l'attuazione delle misure correttive andrà attentamente monitorata».

«Rischio stagnazione, serve crescita». «L'aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull'economia - ha detto Visco - Visto anche il rallentamento del commercio mondiale, si rischia una fase di stagnazione che rallenterebbe anche la flessione del peso del debito sul pil. Per questo il riequilibrio dei conti deve associarsi a una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita della nostra economia».

«La crescita del pil quest'anno potrebbe essere inferiore al punto percentuale e ancora più debole nel 2012 - ha detto ancora il vicedirettore di Bankitalia - Ciò si rifletterebbe inevitabilmente sui conti pubblici, rendendo più difficile il pareggio del bilancio e rallentando la flessione del peso del debito pubblico. Per questo l'entità complessiva dell'aggiustamento dei conti programmato non può essere ridotta».

Pressione fiscale in salita, livelli record nel 2014. Visco ha sottolineato che, alla luce della manovra, la pressione fiscale salirebbe nei prossimi anni a livelli record. «La pressione fiscale - ha detto - salirebbe soprattutto nel 2012 e nel 2013 (rispettivamente di 1,1 e 0,7 punti); nel 2014 si attesterebbe al massimo storico del 44,5%. Il livello sarebbe ancora maggiore se gli enti decentrati compensassero, anche solo in parte, la riduzione dei trasferimenti statali con un aumento dell'imposizione a livello locale. Di contro, l'impatto sul prelievo verrebbe mitigato qualora, come indicato dal governo, almeno una parte dell'aggiustamento connesso con l'esercizio della delega fosse realizzato sul lato della spesa».

«Pensioni, anticipare l'innalzamento dell'età delle donne». La manovra economica, secondo Visco, dovrebbe rivedere la normativa pensionistica anticipando al 2012 l'innalzamento dell'età della pensione per le donne, portandola nel settore privato da 60 a 65 anni. «Si potrebbe prevedere un ulteriore graduale aumento delle "quote" per l'accesso alla pensione di anzianità (date dalla somma degli anni di contribuzione e di età). Si potrebbe altresì anticipare l'incremento dell'età di pensionamento per vecchiaia delle lavoratrici del settore privato da 60 a 65 anni (l'avvio del processo potrebbe essere già a gennaio del 2012, quando alle lavoratrici del pubblico impiego si applicherà il requisito dei 65 anni). L''intervento assicurerebbe risparmi non trascurabili dal 2013 e crescenti negli anni successivi».

«Un intervento sulle Province ha un valore simbolico molto importante - ha detto Visco - anche se all'inizio i risparmi non saranno troppo consistenti, con un valore nell'ordine di centinaia di milioni, non miliardi».

Corte dei conti: rischi di depressione. «Il ricorso prevalente alla leva fiscale, quasi 3/4 della manovra, determina la compressione del reddito disponibile e accentua i rischi depressivi», ha detto Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei conti, nell'audizione sulla manovra in commissione Bilancio del Senato. La Corte esprime inoltre «perplessità per la scelta di formulare la manovra senza un aggiornamento del quadro macroeconomico». «Nell'ipotesi più ottimistica l'aumento della pressione fiscale sarà di 2 punti percentuali nel 2014», ha sottolineato ancora il presidente della Corte dei conti.

«L'aumento della Robin Hood tax prevista in manovra rischia di avere degli effetti indesiderati sui consumatori, ma anche sugli investimenti del settore energetico, ai quali bisognerà prestare attenzione - dice Giampaolino - Non va sottovalutata la difficoltà a sorvegliare l'osservanza del divieto di traslare in bolletta i maggiori oneri per le imprese».

«È del tutto evidente l'incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale». È duro il giudizio sulla manovra del Comitato intermagistrature, che coordina l'Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l'Avvocatura dello Stato. In attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, il Comitato si riserva «l'adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa», con implicito riferimento a un'eventuale sciopero delle "toghe".

Cgil: rafforzate le ragioni dello sciopero. «Dopo il vertice di Villa San Martino le ragioni del nostro sciopero generale sono non solo confermate ma anche rafforzate - dice la leader della Cgil, Susanna Camusso - Sulle pensioni è stato fatto un golpe della cui gravità forse ancora non ci si è resi conto».

Anche la Uil sciopera. Il Comitato centrale della Uil nazionale deciderà il 16 settembre «anche sulla base degli effetti della mobilitazione in corso, la data di uno sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego». Lo spiega una nota del sindacato che «considera inaccettabile» la norma sul riscatto degli anni di università e servizio militare che si aggiunge a blocco dei contratti, misure sulle tredicesime, e specifici interventi previdenziali nella scuola. Il sindacato guidato da Luigi Angeletti «per chiedere e ottenere una modifica di questa parte della manovra» ha «deciso di avviare un percorso di mobilitazione, a partire dal presidio dinanzi al Senato già organizzato per il prossimo 1 settembre, con assemblee nei luoghi di lavoro finalizzate anche alla realizzazione di manifestazioni sul territorio. Tale mobilitazione proseguirà fino ad ottenere le modifiche richieste».

Regioni: tagli insostenibili, correggere l'impianto. «Non conosciamo nel merito gli emendamenti che il governo intende presentare per modificare il decreto legge 138 - dice il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - ma nel complesso quanto anticipato non risponde alla necessità di riequilibrare la manovra che, per effetto del combinato disposto degli interventi finanziari degli ultimi due anni, pesa per oltre il 50% sulle Regioni e sulle autonomie locali». Errani definisce i tagli «insostenibili per il sistema delle autonomie. I tagli prefigurano una situazione che non consentirà di garantire servizi fondamentali per i cittadini».

I medici: proposta indecente. «Una proposta indecente», dice Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, proclamando lo stato di agitazione dell'intera categoria. «I politici - sottolinea Troise - si affannano a precisare che i riscatti resterebbero utili ai fini economici per il calcolo della pensioni, ma non è chiaro cosa significhi nel sistema retributivo. Per i medici il provvedimento cancellerebbe tutte le pensioni di anzianità non essendo possibile matematicamente iniziare a lavorare prima dei 30 anni visto che laurea e specializzazione sono requisito di legge, previsto dalla normativa europea. Un provvedimento meschino ed estemporaneo che produrrà nell'immediato minori entrate perché nessuno riscatterà più gli anni di laurea e maggiori spese perché chiunque ha maturato i requisiti fuggirà immediatamente vista la continua manomissione del diritto al pensionamento e l'assoluta mancanza di credibilità di quanti rassicurano sulla stabilità del sistema pensionistico e che vengono puntualmente smentiti».


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