Turchia, governo taglia stime PIL e fa passo indietro su Banca centrale

Giovedì 20 Settembre 2018
(Teleborsa) - Il governo di Ankara prende atto che la crescita economica del Paese è in netta frenata tanto da annunciare un taglio alle previsioni di espansione.

Presentando il nuovo piano economico, l'esecutivo turco ha stimato un PIL in aumento del 3,8%, per l'anno in corso, che si confronta con la guidance del 5,5% fornita in precedenza. Sforbiciata anche alle previsioni per il 2019 e per il 2020: si attende ora una espansione rispettivamente al 2,3% ed al 3,5% (anche su entrambi questi anni in precedenza era atteso un 5,5%).

Quanto all'inflazione è attesa al 20,8% sulla media 2018 ed al 15,9% nel 2019.

Colpo di scena è il passo indietro nei confronti della banca centrale: il ministro delle Finanze Berat Albayrak ha fatto sapere che il governo non vuole interferire nell'autonomia della Banca centrale che sta conducendo in parallelo un duro inasprimento monetario. L'istituzione monetaria di recente ha alzato i tassi di interesse di oltre 6 punti percentuali, al 24%, per contenere l'inflazione galoppante e evitare che prosegua la corsa alle vendite sulla lira turca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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