Salvini, continua il braccio di ferro sui migranti. Ed entra a gamba tesa sui vaccini: "Dieci sono troppi"

Sabato 23 Giugno 2018
(Teleborsa) - Continuano, come un crescendo rossiniano, le esternazioni di Matteo Salvini che da giorni infiammano il dibattito politico italiano ed europeo. E mentre prosegue il braccio di ferro sui migranti (poche ore fa lo scontro dell'esecutivo con la nave Lifeline: intervenuta in soccorso di 300-400 migranti al largo della Libia, chiedeva un porto sicuro dove poter attraccare affermando di aver agito nelle regole, mentre i ministri Salvini e Toninelli avevano replicato : "Stanno agendo in acque libiche fuori da ogni regola, fuori dal diritto internazionale', chiedendo un'indagine alla Guardia costiera, aggiungendo che sono stati imbarcati migranti "senza avere i mezzi tecnici per poter garantire l'incolumità degli stessi e dell'equipaggio"), Salvini piazza l'ennesima mina sul campo del governo e interviene su un tema altrettanto delicato come quello dei vaccini: "Dieci vaccini obbligatori sono inutili e talvolta dannosi", aveva dichiarato.

GIULIA GRILLO ZITTISCE SALVINI - Non si fa attendere la replica del ministro Giulia Grillo impegnato nel consiglio Ue della Salute. Al termine del bilaterale con il commissario europeo Vytenis Andriukatis, il titolare della Salute mette subito un freno al leader leghista, secondo il quale dieci vaccini sono inutili e pericolosi: "Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica – scrive Grillo in un nota dai toni molto duri - 'non fa' la scienza, la scienza la fanno gli scienziati".

Insomma, in pochi giorni Matteo Salvini ha dimostrato di non temere le entrate a gamba tesa e il suo approccio diretto, per molti un mix di interventismo e propagandismo, comunque la si pensi, fanno del neo ministro dell'Interno il protagonista assoluto della scena politica italiana e internazionale in queste ore, oltre che il vero indiscusso one man show del nuovo governo gialloverde.
Un clima non proprio sereno quello che si registra a poche ore dal summit sui migranti che si svolgerà domani, domenica, a Bruxelles.

IMMIGRAZIONE, IL SUMMIT DELLA DISCORDIA - A distendere gli animi ci aveva pensato la telefonata tra Giuseppe Conte e Angela Merkel dopo che ieri il presidente del Consiglio italiano aveva fatto filtrare che non avrebbe partecipato al pre-vertice di domenica a Bruxelles con un testo di accordo già preconfezionato.
Dopo l'irritazione di Palazzo Chigi, di fronte all'uscita di una bozza di un possibile accordo, era stata la Cancelliera tedesca a fare il primo passo telefonando a Conte che aveva reso noti i contenuti della conversazione su Facebook: "Ho appena ricevuto una telefonata dalla Cancelliera Angela Merkel – aveva chiarito – preoccupata della possibilità che io potessi non partecipare al pre vertice di domenica a Bruxelles sul tema immigrazione. Le ho confermato che per me sarebbe stato inaccettabile partecipare a questo vertice con un testo già preconfezionato". Il premier, infinte, aveva fatto sapere che "la Cancelliera ha chiarito che c'è stato un ‘misunderstanding': la bozza di testo diffusa verrà accantonata. Domenica al centro della discussione sull'immigrazione ci sarà la proposta italiana e se ne discuterà insieme alle proposte degli altri Paesi".

La proposta italiana riguarderà soprattutto l'emergenza dei "primary movements" che il nostro paese "si ritrova ad affrontare da solo", come aveva spiegato Conte al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ricevuto a Palazzo Chigi. L'Italia – aveva ribadito Di Maio a Lussemburgo – vuole che l'Europa "ci aiuti a fare gli ‘hotspot' nel Nordafrica, in modo tale da evitare le partenze. Li chiameremo centri di protezione: individuiamo dei luoghi dove queste persone possano trovare conforto e interfacciarsi con l'Unione europea"..

L'AFFONDO DI MACRON: "POPULISTI COME LA LEBBRA" - Tutto rientrato? Ovviamente no. Finito il tempo di una polemica, è già tempo utile per un'altra. Neanche il tempo di rivendicare l'aver ottenuto l'accantonamento della bozza "precofezionata" sui migranti che è scoppiata un'altra querelle tra il governo italiano e il presidente francese Macron che aveva tuonato contro la "lebbra" populista scatenando l'ira Di Maio e Salvini: parole "offensive e fuori luogo", aveva detto il leader M5s. "La vera lebbra, ha aggiunto, è l'ipocrisia di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere una equa ripartizione dei migranti. La solidarietà o è europea o non è". Il ministro dell'Interno, invece, aveva definito quelli di Macron "insulti chiacchieroni", associandoli a quelli dello scrittore Roberto Saviano con il quale è scoppiata un'altra querelle, assicurando: "Non mi toccano". © RIPRODUZIONE RISERVATA