Manovra, si ragiona su deficit tra 1,8% e 1,9%. Di Maio guarda a Macron

Martedì 25 Settembre 2018
(Teleborsa) - Si continua a cercare la quadra sulla Manovra, con il ministro dell'Economia Giovanni Tria intenzionato a raggiungere un rapporto deficit/PIL dell'1,6%, caldeggiato da Bruxelles, e la coppia Salvini-Di Maio pronta a sforare tale soglia fino al 2% per mantenere le promesse elettorali, in primis flat tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero.

Per ora si ragiona sul compromesso dell'1,8%-1,9%, con la promessa che il debito continui a diminuire nel tempo e che il saldo strutturale registri miglioramenti seppur lievi.

Intanto SocGen, in una nota agli investitori, scrive di prevedere un taglio del rating dell'Italia da parte di Moody's con l'annuncio di un deficit all'1,8%.

Si attende la fumata bianca entro giovedì, tempo massimo per la delibera della nota aggiuntiva al DEF - Documento di Economia e Finanza.

Le cose vanno diversamente in Francia, dove è stato deciso un taglio delle tasse pari a 24,8 miliardi di euro per rafforzare la crescita dell'economia a fronte di un aumento del deficit pubblico al 2,8% dal 2,6% del PIL il di quest'anno.
"La Francia per finanziare la sua manovra economica farà un deficit del 2,8% - ha sottolineato il vicepremier Luigi Di Maio - . Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia. I soldi ci sono e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini. In Italia come in Francia".




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