Italia, UBP: "Nel 2019 prosegue il processo di crescita"

Venerdì 26 Gennaio 2018
(Teleborsa) - "Il contesto internazionale è favorevole alla ripresa italiana. L'espansione globale si è consolidata, ripercuotendosi sulla dinamica del commercio mondiale e sul prezzo del petrolio. L'apprezzamento della moneta unica riduce gli impulsi inflazionistici del greggio. La dinamica dei prezzi nell'area euro rimane quindi contenuta, risentendo anche di basse pressioni salariali; le condizioni monetarie restano espansive. Lo rivela l'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) nella nota sulla congiuntura di gennaio.

In Italia, l'evoluzione congiunturale si conferma positiva, pur registrando una temporanea attenuazione tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018. Le indagini presso le imprese industriali evidenziano il ritorno della fiducia sui livelli pre-crisi. Ne ha beneficiato l'espansione degli investimenti, sospinta dalle migliori condizioni finanziarie e dagli incentivi fiscali. Si è mantenuta in graduale risalita la spesa per consumi, riflettendo gli effetti sul reddito disponibile dell'aumento dell'occupazione. Con questa nota l'UPB inizia a presentare proprie proiezioni di medio termine per l'Italia.

Le previsioni, estese al 2019, evidenziano la prosecuzione del processo di crescita. Il PIL (non corretto per i giorni di lavoro) si sarebbe incrementato nel 2017 dell'1,4% e aumenterebbe ancora dell'1,4 per cento nel 2018, per poi portarsi all'1,2% nel 2019.


L'attività produttiva verrebbe trainata dalla domanda interna, in particolare dagli investimenti. La dinamica delle esportazioni sarebbe in parte frenata dall'apprezzamento del cambio. Sul rallentamento del PIL nel prossimo anno influirebbe una decelerazione
dei consumi conseguente all'aumento delle imposte indirette insito nella manovra di bilancio incorporata nella previsione UPB.

Pur in presenza di una crescita apprezzabile dell'occupazione, il tasso di disoccupazione calerebbe con gradualità per l'aumento dell'offerta di lavoro; inciderebbe anche l'ampia area di disoccupati di lungo periodo, più difficile da riassorbire. L'inflazione resterebbe
moderata nel 2018, tendendo a salire nel 2019 per effetto delle maggiori imposte indirette e di più vivaci dinamiche salariali; tali fattori sarebbero in parte compensati dagli impulsi disinflazionistici derivanti dal ripiegamento del prezzo del greggio e dall'ulteriore rafforzamento del cambio.

Non mancano elementi di rischio derivanti dalle tensioni geo-politiche, eventi avversi che si verificassero su questi fronti influirebbero le prospettive di crescita mondiale e italiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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