Italia primo produttore di farmaci in Ue. Superata la Germania

Mercoledì 11 Luglio 2018
(Teleborsa) - L'Italia diventa primo produttore farmaceutico dell'Unione Europea. Dopo anni di inseguimento, si legge nella relazione di Farmindustria, il Bel Paese ha infatti superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi, contro i 30 dei tedeschi grazie al boom dell'export che oggi sfiora i 25 miliardi.

Le imprese a capitale nazionale "arrivano a investire oltre 300 milioni di euro all'anno in Ricerca e sono ai primi 3 posti tra le imprese di tutti i settori manifatturieri. Occupano fino a 17mila addetti e sono leader in aree mondiali o hanno affrontato importanti operazioni di fusione. Senza dimenticare le tante altre, che portano nel logo il nome di famiglia, che hanno sfidato i mercati globali con successo, anche in segmenti altamente innovativi", ha spiegato Massimo Scaccabarozzi, Presidente dell'Associazione delle imprese del farmaco, durante l'Assemblea annuale.

Le imprese del farmaco nel 2017 hanno investito 2,8 miliardi di euro (1,5 in ricerca, 1,3 in impianti produttivi), valore cresciuto del 3% dall'anno precedente e di oltre il 20% dal 2012.

Segno più anche sul fronte occupazionale: gli addetti hanno raggiunto quota 65.400 (93% a tempo indeterminato), 1.000 in più rispetto al 2016. E nell'ultimo triennio le assunzioni sono state 6.000 ogni anno. Gli addetti farmaceutici negli ultimi due anni sono cresciuti più che in tutti gli altri settori (+4,5% rispetto a +1,3% della media manifatturiera).

Fiore all'occhiello del settore è l'occupazione giovanile: secondo i dati INPS, dal 2014 al 2016 gli addetti under 35 nell'industria farmaceutica sono aumentati del 10%, rispetto al +3% del totale dell'economia.

Dall'Assemblea di Farmindustria è emerso inoltre che in Italia i prezzi dei medicinali sono più bassi del 15% circa rispetto alla media dei Big dell'Unione Europea. Quanto alla spesa pubblica procapite, nel 2017 valeva la metà di una corsa in metro a Roma, meno di 0,80 centesimi al giorno, 290 euro all'anno. Una spesa inferiore del 27% alla media dei maggiori Paesi Ue. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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