Ilva, salta la trattativa. Calenda: "Per nuovo Esecutivo un grosso problema"

Venerdì 11 Maggio 2018
(Teleborsa) - Alta tensione sulla vicenda Ilva.

Ieri 10 maggio, il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha abbandonato il tavolo delle trattative passando il dossier Ilva al nuovo Governo. Il ministro ha perso la pazienza dopo essersi sentito attaccato da alcuni leader dei sindacati di base (USB) che lo avevano considerato non più legittimato a trattare. Risultato: incontro e trattativa sospesi. "La verità è che si sono messi tutti a inseguire l'USB. UIL e FIOM in testa. Dunque la proposta non c'è. C'è so il no a tutti e tutto", ha scritto il Ministro in un tweet.

In un'intervista a La Stampa, Calenda commentando l'incontro lo definisce: "Una cosa che sta a metà tra il populismo sindacale e il sindacalismo politico. Avevamo messo in piedi un meccanismo per il quale non solo nessuno sarebbe stato licenziato ma a tutti sarebbe stato offerto un posto a tempo indeterminato e gli stessi diritti e retribuzioni del contratto precedente. I sindacati lo hanno respinto. Ora la palla passa al nuovo Governo". Secondo Calenda per il nuovo Esecutivo "si apre immediatamente un grosso problema visto che a luglio l'Ilva esaurisce la cassa e a fine giugno scadono i termini per completare l'intesa con Mittal". Sull'ipotesi che si possa riaprire il negoziato il Ministro si dice possibilista: "Per me sì. Voglio solo esser certo che gli operai dell'Ilva siano consapevoli di quello a cui hanno rinunciato".

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, commentando la vicenda spiega: "dovremmo far recuperare un po' di buon senso a tutti". E' stato un errore "gettare la spugna. E' necessario invece "riaprire subito il negoziato", ha affermato il segretario generale della FIM-CISL, Marco Bentivogli, secondo cui al tavolo al ministero dello sviluppo economico "c'è stata una proposta, che era la base della discussione per andare avanti con il negoziato".

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