Battisti: FS Italiane punta all'ampliamento del business in Europa

Mercoledì 19 Settembre 2018
(Teleborsa) - Non solo Alta Velocità, ma trasporto più capillare in tutte le città, investimenti infrastrutturali e allargamento del business in Europa. Sono alcuni dei punti toccati da Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato FS, nel corso dell'audizione odierna al Senato del Gruppo Ferrovie dello Stato nell'ambito dell'esame dell'Atto del Governo sul mercato dei servizi di trasporto ferroviario. "Il nuovo piano industriale prevede grandi investimenti sul piano regionale e dei pendolari, è una sfida che accettiamo con grande entusiasmo e che vinceremo", ha detto Battisti. "Alla fine del ciclo avremo investito 6 miliardi di euro per trasporto nei nuovi treni. Il rapporto con le regioni ha una valenza molto importante, spesso si identifica in FS l'interlocutore unico nei rapporti tra pendolari e aziende di trasporto ma non è così, le regioni infatti attraverso una delega specifica sul mondo dei trasporti possono stipulare contratti di servizio, decidere il numero di fermate, che tipo di treni, in altre parole stabiliscono le regole, ora sta a noi far capire loro l'importanza di cambiare questo modello".

Altro punto chiave è quello della sicurezza: "E' un elemento fondamentale, per noi incidenti zero è un must. Siamo a livello europeo un benchmark, con i migliori risultati, ma servono ulteriori investimenti in sicurezza, è la nostra priorità e non baderemo a spese", ha proseguito Battisti. "Sono inaccettabili disservizi legati a problemi tecnici o ad altro, non possiamo permettercelo, dobbiamo dare sicurezza a chi viaggia sui nostri treni". Altro tema chiave del piano industriale "è quello dell'infrastruttura: stiamo intervenendo molto al Sud, qui dedicheremo un terzo dei nostri investimenti per velocizzare linee oggi troppo lente.
Torino-Roma si percorre in 4 ore e 20 minuti e l'impegno che prendiamo oggi è che anche Reggio Calabria-Roma debba avere gli stessi tempi di percorrenza. Anche la Puglia è un asse importante, ci sono 1,2 milioni di viaggi aerei Bari-Roma, è una domanda che possiamo intercettare sopratutto il venerdì e il lunedì. Sull'Alta Velocità siamo ok, ma dobbiamo essere flessibili sul resto, come nel trasporto regionale. Puntiamo molto anche sulla Sicilia - ha proseguito l'AD di FS - stiamo spingendo molto, l'infrastruttura si sta velocizzando con 14 milioni di euro investiti per collegare Palermo con Catania".

"Entro fine anno sarà pronto il piano industry mobilità, oggi il 74% del trasporto è in mano alle auto, il ruolo della ferrovia è ancora troppo marginale, serve aumentare l'offerta ed entrare in maniera capillare in tutte le città, anche se il nostro asse portante resta l'Alta Velocità. Questa sarà un'altra sfida che dobbiamo assolutamente vincere, anche perché ha forti impatti sulla sostenibilità: ogni anno ci sono 650mila tonnellate di CO2 in meno sulla tratta Roma-Milano grazie all'Alta Velocità".

Sul trasporto merci, Battisti ha detto che "è un mercato liberalizzato, ma troppo polverizzato, ci sono 150mila imprese in Italia che operano in questo mercato, non dobbiamo fare acquisizioni non necessarie, ma partnership con questi operatori, si possono creare sinergie con le piccole imprese, serve una maggiore integrazione con la filiera, non vogliamo diventare una super azienda, e non è questo che il mercato vuole. Nei prossimi anni il turismo si svilupperà ancora: sono previsti 550 milioni di nuovi arrivi in Europa, un tasso di crescita molto elevato da qui a 2030, servirà intercettare parte di questi flussi".

L'Amministratore Delegato FS si è poi soffermato sul decreto liberalizzazione per un'analisi più politica. "Non saremmo mai diventati FS come lo siamo oggi, se non ci fosse stata la competizione sull'Alta Velocità. Il monopolio non fa bene al mercato, è attraverso la competizione che siamo diventati più bravi, oggi siamo un benchmark europeo, i prezzi si sono abbassati a beneficio della collettività". Sull'apertura nel 2020 del mercato domestico europeo, Battisti ha detto che "oggi in Italia operano più competitor internazionali, come tedeschi francesi, svizzeri e austriaci. Noi siamo stati gli unici ad aver aperto le frontiere con larghissimo anticipo, quindi ben venga la liberalizzazione, abbiamo un vantaggio competitivo importante. Dal 2020 infatti i vincoli cadranno e il nostro Gruppo ha già maturato una lunga esperienza, siamo pronti ad andare sui mercati europei, gli altri non sono preparati come noi, questa è una grande opportunità".

Sul tema di governance del sistema ferroviario con il gestore dell'infrastruttura, l'AD ha detto: "Siamo un benchmark europeo e mondiale, noi di fatto, la società che gestisce la rete, rientra nel Gruppo, ma è autonoma a tutti i livelli, abbiamo anticipato la direttiva 2020. Il gestore ha una struttura dedicata, un bilancio dedicato, nessun tipo di interferenza di governance con altre società del Gruppo, vive di vita propria, autonomamente. Un altro punto chiave riguarda la trasparenza finanziaria: ritengo che se ci sono dividendi su ricavi da fondi pubblici, è giusto che non vengano divisi nel Gruppo, vanno rinvestiti, ma quelli legati ad altra attività di business rimangono all'interno del Gruppo". Infine, sulla biglietteria integrata, "se si fa una biglietteria unica con più competitor non si apre il mercato, è a mio giudizio un limite alla liberalizzazione, si creano elementi di distorsione per il mercato. Ognuno deve mantenere la propria identità, anche nel sistema di distribuzione, e operare con il proprio modello di business", ha concluso Battisti. © RIPRODUZIONE RISERVATA