PA, spunta il comparto unico nella riforma del pubblico impiego

Martedì 13 Gennaio 2015
(Teleborsa) - Presto la Pubblica Amministrazione (PA) potrebbe essere rappresentata da un unico comparto.
Gli attuali 4 settori, che meno di cinque anni fa erano 12, potrebbero venir appiattiti in un unico “calderone”.

L'ipotesi sta prendendo piede in Parlamento, dove oggi il ddl 1577 si discute in Commissione Affari costituzionali del Senato, ma sembra caldeggiata anche dal Governo, oltre che da uno dei sindacati più rappresentativi del pubblico impiego. Nelle intenzioni del legislatore, l'operazione servirebbe ad agevolare la mobilità dei dipendenti pubblici e a semplificare le specificità contrattuali.



Contraria a questa prospettiva, Anief-Confedir: nel comparto unico del pubblico impiego confluirebbero, infatti, insegnanti, medici, dipendenti degli enti locali e tutti gli altri lavoratori statali, facendo venire meno le peculiarità professionali, con i derivanti diritti, dalle varie categorie impropriamente fuse.



Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “non sempre semplificare significa migliorare”. “Collocare tre milioni di dipendenti in un unico ambito farebbe ben presto venire meno le specificità di ogni categoria: non è possibile pensare di unificare le regole e le prerogative dei dipendenti della scuola con quelle specifiche di chi opera nei comparti impiegatizi o in quelli dei medici, che non a caso sono definite a monte da contratti ben diversi. A pagarne le conseguenze sarebbero anche i cittadini, sui cui si riverserebbero i sicuri disservizi”. © RIPRODUZIONE RISERVATA