Made in Italy, Verdi diventa testimonial e i musicisti di Parma ritrovano lavoro

Sabato 25 Ottobre 2014 di Diodato Pirone
Un'orchersta lirica può rappresentare il made in Italy? Musicisti abituati a frequentare il circuito finanziato da fondi pubblici (o in difficoltà a causa dalla sua fine) possono costruire una rete di eventi finanziata anche con fondi privati?

A sorpresa la risposta è: sì. Sì, almeno, sulla base dell’esperienza dell’Orchestra dell’Opera Italiana, l’associazione di una cinquantina di musicisti di Parma che, a causa di varie difficoltà dovute al lunghissimo commissariamento del Teatro Regio di Parma, da un anno a questa parte hanno deciso di darsi da fare “in proprio”.



L’intuizione è semplice: la lirica italiana, e Verdi in particolare, sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, è possibile dunque farne un testimonial di eventi legati al “made in Italy”, un’occasione di lancio di prodotti specifici di aziende italiane ma anche di manifestazioni organizzate da istituzioni italiane all’estero. Un esempio? Il 30 e il 31 ottobre alcuni musicisti dell’Orchestra dell’Opera Italiana suoneranno a Stoccolma presso l’Istituto di Cultura e poi a Copenaghen in un museo. A quest’ultimo evento, organizzato dall’Ambasciata italiana nell’ambito delle iniziative legate alla promozione del made in Italy e del semestre di presidenza italiana dell’Ue, parteciperà la famiglia reale danese.



Stoccolma e Copenhagen sono tappe di un programma di manifestazioni che si chiama “Con Verdi nel mondo” organizzato dall’Orchestra con la collaborazione di soggetti pubblici (il Comune e la Camera di Commercio di Parma) di Confindustria Parma e di un giovane imprenditore, Davide Battistini, titolare di Sinapsi, una società con una quarantina di dipendenti che si occupa di procurare reti commerciali estere alle aziende italiane. “Non si tratta del classico episodio di mecenatismo – spiega Battistini – Per il mestiere che faccio posso testimoniare che Verdi può rappresentare un grande valore aggiunto per i prodotti italiani. Verdi è l’italiano più conosciuto nel mondo dopo Leonardo. Quindi cerco di dare una mano legando, un po’ come farebbe un sarto, il mondo della musica a quello degli affari. Hanno da guadagnarne entrambi”.



Battistini sottolinea però di non voler creare un circuito alternativo a quello pubblico o tradizionale. “Non avrebbe senso – spiega l’imprenditore – Credo invece che se la lirica entrasse con forza in progetti con buone ricadute economiche, gli enti pubblici possano tornare ad aiutare essendo consapevoli della bontà delle ricadute”. E per far capire che non si tratta delle solite chiacchiere finora Sinapsi ha finanziato in proprio alcune iniziative dell'Orchestra. Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 11:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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