Lituania nell'euro: è il 19° paese dell'eurozona

Lituania nell'euro: è il 19° paese dell'eurozona
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Mercoledì 31 Dicembre 2014, 10:35 - Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio, 09:05

L'eurozona si allarga e passa da 18 a 19 paesi. Dal primo gennaio la Lituania abbandonerà la sua valuta nazionale, la litas, per aderire alla moneta comune. Si tratta dell'ultimo paese baltico, dopo Estonia (2011) e Lettonia (2014) a compiere questa scelta che anche alla luce della crisi ucraina assume un significato geopolitico, oltre che economico.

Con i suoi tre milioni di abitanti, questa ex repubblica sovietica, indipendente dal 1990, è dal 2004 parte della Nato ci cui ospita nel suo territorio alcune basi. E ovviamente da mesi vive con ansia crescente la crisi tra Mosca e Kiev.

Nonostante la stagnazione economica e il crescente scetticismo di molti cittadini dell'area Euro, c'è dunque ancora chi crede nel valore della moneta unica. Fino a qualche tempo fa molti economisti parlavano di “paradosso”, visto che la Lituania aveva deciso di accelerare l'ingresso nell'eurozona proprio negli anni più bui della crisi del debito.

A dire il vero nemmeno i lituani erano pienamente convinti di questo passo. A giugno del 2013 solo il 41% dei lituani approvava l'adozione dell'euro. Ma ora le cose sono cambiate, e a metà dicembre la percentuale di cittadini favorevoli è salita al 63%.

A spingere i cittadini verso l'Europa anche i timori per l'aggressività della Russia, con la tensione fra Mosca e Kiev ancora alta. A novembre il presidente Dalia Grybauskaite ha definito la Russia uno “Stato terrorista”, nonostante gli stretti rapporti commerciali intrattenuti con il “gigante” vicino.

L'ingresso nell'euro permetterà a Vilnius di eliminare i costi valutari con l'Europa e fornirà maggiore protezione a livello geopolitico. Non solo: secondo Valdas Adamkus, che è stato presidente della Lituania dal 1999 al 2009, l'euro darà al Paese più libertà di negoziazione con la Russia.

«L'entrata nell'Euro - spiega all'agenzia Bloomberg il banchiere centrale di Vilnius, Vitas Vasiliauskas - è uno strumento per approfondire la nostra integrazione europea: più vicini siamo all'Occidente, più lontani siamo dall'Est. Come governatore della Banca centrale non dovrei intervenire in un dibattito geo-politico ma questa è oggi la situazione».

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