Isee, il nuovo modello partirà da gennaio 2015. Poletti: piano nazionale contro la povertà

Giovedì 2 Ottobre 2014
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C'è ancora da aspettare per il nuovo Isee. L'introduzione dell'indicatore rinnovato che certifica la situazione economica della famiglia è stata infatti rinviata a gennaio 2015. Il ritardo è dovuto alla volontà di non creare confusione nelle famiglie e facilitare i comuni nel gestire i vari servizi al cittadino.



In Italia si osserva «l'impoverimento di un'area sempre più larga di cittadini», con «l'apertura di una forbice tra le diverse fasce della società», ha detto oggi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in audizione in commissione Affari sociali alla Camera. Dai dati provenienti dai diversi organismi infatti, sottolinea il ministro, si rileva una «situazione di peggioramento significativo».



C'è la «volontà di partire per lanciare un piano nazionale di lotta alla povertà», ha aggiunto il ministro, spiegando come ci sia l'intenzione di «lavorare» per «definire» il piano.



Parlando del sostegno all'inclusione attiva e della relativa sperimentazione, Poletti sottolinea come sia stato deciso di «cambiare» su alcuni punti. Ad esempio, evidenzia il ministro, «la logica del bando mostra una sua plateale inefficacia, si perde tempo e si rischia di produrre più burocrazia di quella necessaria».



Invece per Poletti bisogna «lavorare per costruire strumenti di azione permanente, c'è bisogno di rete». Ora, secondo il ministro, c'è «la condizione per estendere la sperimentazioni» del sostegno,

avviata su un nucleo di città, «alle regioni del Mezzogiorno, ragionando sui fondi comunitari», con l'obiettivo, ribadisce, di ampliare il raggio d'azione «a tutto il territorio nazionale».



Il nuovo Isee. La preoccupazione - ha spiegato Poletti - era quella di garantire l'avvio dell'anno scolastico senza intoppi, visto che l'Isee è necessario per servizi quali le mense e gli altri servizi alla scuola. Poletti ha anche assicurato che i moduli per il nuovo modello di calcolo del reddito familiare saranno pronti nelle prossime settimane.



Le novità. In sostanza, il nuovo modello conterrà una più ampia classificazione dei redditi della famiglia, ampliando le tipologie di redditi ammessi: oltre all'Irpef sono inclusi i redditi tassati con regimi sostitutivi (cedolare secca, premi produttività ecc.) e anche redditi e trasferimenti non tassati (assegni familiari, pensioni di invalidità, accompagnamento, assegni sociali ecc.).



Il modello, inoltre, dà maggior peso a indicatori quali il numero di componenti del nucleo familiare e l'esistenza di figli disabili e uno spazio sempre più ridotto alle autocertificazioni, in modo da mettere dei paletti ai cosiddetti “furbetti”.



Si tratta, in sostanza, di un tentativo per favorire le famiglie più numerose e disagiate, che si vedono così garantire tariffe agevolate per i vari servizi (dalla scuola alle tessere del bus).



La riforma dell'Isee, come anticipato dal ministero del Welfare, è “un passo fondamentale per migliorare l'equità sociale, specialmente in una fase così difficile per le famiglie italiane, duramente colpite dalla crisi economica”. Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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