Montezemolo: «Entro il 2016 a Fiumicino terminal dedicato all'Alitalia»

Martedì 13 Ottobre 2015
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«Sono assolutamente fiducioso che entro fine 2016 avremo un terminal, il terminal F, totalmente dedicato ad Alitalia». Lo ha annunciato il presidente Luca Cordero di Montezemolo durante una conferenza stampa, spiegando che la compagnia, nell'hub di Fiumicino, ha bisogno di «un terminal dedicato che diventi show room del made in Italy».

In Alitalia «la posizione di cassa è forte», ha poi sottolineato James Hogan, il vice presidente della compagnia e numero uno di Etihad, la società degli emirati diventata il nuovo socio forte della compagnia italia. Hogan ha aggiunto che «nel terzo trimestre il rask (revenue per avaliable seat-kilometer)», cioè i ricavi per posto disponibile per chilometro, «sta accelerando».

«Nel terzo trimestre Alitalia ha registrato un load factor dell'80,3% (il tasso di riempimento degli aerei, ndr), non si era mai avuto un livello così alto da prima del 2007. È un segnale importante di miglioramento», ha aggiunto Montezemolo.

«Siamo una società senza debiti, i nostri debiti riguardano solo gli aeromobili», ha rilevato il responsabile finanza di Alitalia Duncan Naysmith, precisando che il semestre si è chiuso con una perdita netta di 136 milioni e «in termini di cassa abbiamo mezzo miliardo di euro».

Il presidente di Alitalia ha poi sottolineato che «l'uscita dell'amministratore delegato non vuol dire ricominciare da capo: c'è una continuità totale e assoluta, garantita da Hogan e dal sottoscritto e tutta la squadra, con un impegno a 360 gradi».

Per il nuovo amministratore delegato serviranno «tre, quattro, sei mesi, quello che conta è trovare la persona giusta», ha detto Hogan.

«Alitalia oggi è come un bambino che speriamo riesca a diventare grande e che ha bisogno del latte. Ad agosto dell'anno scorso Alitalia non aveva i soldi per comprare la benzina per gli aerei. L'obiettivo è di andare a posto nel 2017», ha ribadito Montezemolo.

Più mercato domestico e focus su Sud America e Stati Uniti. Sono poi alcune delle destinazioni su cui punta Alitalia per i prossimi mesi. Per quanto riguarda il domestico, ha spiegato Montezemolo, «l'obiettivo è aumentare, sia come Alitalia che come Etihad Regional e Airberlin»: già nell'estate «sono fortemente aumentati» i voli per Sicilia e Sardegna (più di 200 solo nell'estate) e la priorità sono maggiori collegamenti tra Nord Italia e Germania e aumentare la frequenza con Sicilia (Catania in particolare).

Per quanto riguarda l'America Latina, Montezemolo si è rammaricato della chiusura della rotta con il Venezuela: «Purtroppo abbiamo perso la rotta più profittevole ma ci rafforziamo in questa zona con Città del Messico e Santiago del Cile. Grande impegno inoltre per gli Usa», ha assicurato Montezemolo: «Stiamo lavorando con Delta per aumentare destinazioni e frequenze nelle città dove già siamo».

«La cosa che dobbiamo migliorare è la percezione del cambiamento, prima di tutto in casa nostra», ha sottolineato ancora Montezemolo, che ha spiegato come «in questi mesi non siamo riusciti come avremmo voluto a trasmettere la percezione del cambiamento che è in atto ed è forte».

«Noi abbiamo pagato e continuiamo a pagare un prezzo molto alto per quello che è successo a Fiumicino, con l'incendio e il black out. Però da alcune settimane c'è un gruppo di lavoro settimanale per progetti e tempistica chiari», ha osservato ancora il presidente di Alitalia, ringraziando l'amministratore delegato di Atlantia (la holding che controlla Adr) Giovanni Castellucci per la sua presenza alla conferenza stampa.

«L'esposizione (di Alitalia, ndr.) dovuta all'incendio è di oltre 80 milioni», ha confermato Naysmith, precisando che «stiamo completando i dossier e quando le autorità individueranno i responsabili avvieremo la richiesta di risarcimento danni». Montezemolo ha quindi precisato che «non è un rimborso che ci deve dare Adr, ma è un discorso con le assicurazioni».

Il presidio. Una cinquantina di lavoratori di Alitalia Maintenance System (Ams) ha protestato all'aeroporto di Fiumicino con un presidio davanti alla palazzina Alpha dove Montezemolo e Hogan hanno tenuto una conferenza stampa. Con striscioni e cartelli, «Alitalia araba e ieri fenice: oggi chiude la sua ruota motrice», «Ams istituzioni dove siete? Manteneteci il futuro», i lavoratori hanno cercato di richiamare l'attenzione sulla vicenda che vede fallita l'azienda: «Vogliamo ribadire - ha affermato Fabio Ceccalupo, dell'Ugl trasporto aereo - che il lavoro deve rimanere in Italia: i motori da riparare Alitalia li ha e noi garantiamo assoluta professionalità e sicurezza. Non vogliamo si corra il rischio che i motori della flotta vadano all'estero come ad esempio alla Bedek a Tel Aviv».

Montezemolo parlando con i lavoratori di Ams ha ricordato che «l'anno scorso Alitalia era un'azienda in fallimento e perde ancora un sacco di soldi». «Alitalia oggi perde 700 mila euro al giorno, la situazione è delicata - ha continuato Montezemolo - e si è perfino dimesso l'amministratore delegato, ma quello che promettiamo lo rispettiamo. Se diventeremo più grande sarebbe una bella cosa per tutti, oggi di più non posso fare».

Il presidente di Alitalia ha quindi ricordato che Ams «non è un'azienda Alitalia, ha solo una partecipazione e non so neanche perché abbia ancora il nome» della compagnia: «Diamo alla vostra azienda - ha aggiunto - un tot di lavoro all'anno».

Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 19:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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