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Francesca Valente, responsabile People&Organization di Enel Italia: «Avanti le donne, ma non solo»

Francesca Valente, responsabile People&Organization di Enel Italia: «Avanti le donne, ma non solo»
di Francesco Bisozzi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 3 Agosto 2022, 18:52

«Lo Statuto della persona nasce dalla necessità di ripensare i vecchi paradigmi del lavoro per dare una risposta ai nuovi bisogni dei lavoratori, non solo in ambito lavorativo». Così Francesca Valente, responsabile People&Organization di Enel Italia. «In Enel le persone sono da sempre al centro della strategia di sviluppo del gruppo. Oggi puntiamo a coniugare benessere, motivazione e produttività».

Perché lo Statuto della persona rappresenta una svolta per il settore elettrico?

«La transizione energetica richiede una transizione culturale e digitale, nuove competenze e figure professionali. Dopo la pandemia inoltre il modo di approcciarsi al lavoro è cambiato. Lo smart working si è diffuso e i modelli di lavoro sono diventati ibridi. Lo Statuto della persona si concentra perciò su benessere, formazione e sicurezza. Obiettivo: mettere la persona al centro, valorizzandone l’unicità e considerando l’individuo non soltanto negli aspetti di vita lavorativa, ma anche personali».

Si va verso un nuovo modello di relazioni sindacali?

«Siamo passati dallo Statuto dei lavoratori allo Statuto della persona. Anche il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore elettrico ha introdotto per la prima volta la carta dei valori della persona, che estende a livello di settore i principi contenuti nello Statuto ed è indice di una nuova cultura di impresa, sempre più orientata verso i bisogni delle persone e delle comunità dei territori dove operano le aziende del comparto. La formazione nel nuovo contratto collettivo è centrale. L’accordo appena sottoscritto ha elevato progressivamente il diritto soggettivo alla formazione, dalle 28 ore attuali a 40 ore pro-capite nel triennio, a partire dal 2024».

Cosa state facendo per migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro? 

«Come Enel ci siamo mossi su più fronti per migliorare il benessere dei nostri dipendenti, penso all’accordo sullo smart working e alle tante iniziative di welfare. Nel contratto collettivo sono stati aumentati i riposi compensativi ed estesi i permessi malattia bambino, fino a 12 anni di età. Inoltre sono state riviste al rialzo le retribuzioni per l’apprendistato, un modello di inserimento in azienda importante su cui noi di Enel puntiamo molto».

Che risultati avete conseguito sul fronte della parità di genere?

«In Italia Enel conta più di 31mila dipendenti: a marzo 2021 uno su 5 era donna, ovvero il 21%. In un settore come quello in cui operiamo le donne sono sempre state sotto rappresentate, ma ora qualcosa sta cambiando».

Ovvero?

«In 5 anni abbiamo raddoppiato la percentuale delle donne con competenze Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) sul totale delle donne assunte in Enel Italia. Sono passate dal 29% al 58%. Ma quando si parla di gender equality lo sguardo non è rivolto solo alle donne. Infatti amplieremo la durata dei congedi per i papà». F. Bis. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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