Borse, l'arrivo di Trump non fa paura ai mercati europei. Balza la Russia

Borse, l'arrivo di Trump non fa paura ai mercati europei. Balza la Russia
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 9 Novembre 2016, 03:54 - Ultimo aggiornamento: 19:03

Le Borse europee, nella prima giornata di mercato dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane, chiudono in rialzo tranne che Piazza Affari. I listini di Parigi e Francoforte hanno terminato con un guadagno dell'1,5% a testa, dopo la partenza negativa della mattinata. Leggermente negativa, invece, la Borsa Italiana, che ha chiuso con il Ftse Mib in ribasso dello 0,10%, dopo che aveva debuttato con un calo del 2% ed era arrivata a cedere anche il 3 per cento. Tutto merito di Wall Street, che, dopo un avvio contrastato e a dispetto delle previsioni di analisti e gestori, nel tardo pomeriggio italiano ha accelerato, con il Dow Jones in crescita dell'1,13% e il Nasdaq in progresso dello 0,96 per cento. La Borsa di Mosca ha brindato all'elezione di Trump con un balzo del 2,2% a 2.011 punti. La sintonia tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin è cosa nota. Quest'ultimo, infatti, si è congratulato con Trump, augurandosi che i «rapporti russo-americani possano uscire dalla crisi».

La prima reazione dei mercati alla vittoria del candidato repubblicano su Hillary Clinton è stata nervosa, con una iniziale instabilità e la Borsa giapponese che non a caso ha ceduto oltre il 5 per cento. Poi, però, gli investitori hanno probabilmente cominciato a rendersi conto che, come ha commentato il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi, «il mondo non sta crollando». Così l'emotività iniziale ha ceduto il passo alla razionalità e si sono individuati alcuni filoni di possibile crescita nella nuova fase politica degli Usa. «Sull’azionario, una volta che si sarà ridotta la volatilità, le minori imposte sulle imprese e una regolamentazione più flessibile potrebbero offrire una spinta ai mercati», commentano gli esperti di Standard Life Investments, che però aggiungono che «un qualsiasi rialzo del dollaro o dei tassi di interesse sarebbe negativo».

Secondo gli esperti di Hsbc, le implicazioni a medio termine della vittoria di Trump «dipenderanno da quali tra le promesse politiche fatte riuscirà a implementare e in quali tempi. La prospettiva di una politica fiscale più flessibile potrebbe essere utile per la domanda globale, ma il protezionismo rappresenta oggi una minaccia più grande e più immediata. Un regime commerciale meno aperto degli Stati Uniti - aggiungono da Hsbc - potrebbe potenzialmente danneggiare sia l'economia americana che l’export e la crescita del PIL nei suoi partner commerciali, in particolare Messico e Cina. A seconda delle misure specifiche che saranno intraprese, ci si potrà aspettare misure di ritorsione, così come potrebbe crescere il rischio di guerre commerciali e valutarie».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA