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Sky, ecco il piano: tg trasferiti a Milano e 200 esuberi

Sky, ecco il piano: tg trasferiti a Milano e 200 esuberi
di Marco Castoro
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 09:33 - Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 10:47

La bomba è scoppiata. E questa volta non è un rumor. Sky Italia ha illustrato ai sindacati di settore, Cgil-Cisl-Uil, e al cdr del tiggì le intenzioni di dare atto a un nuovo piano organizzativo. Obiettivo: ottimizzare strutture e investimenti allo scopo di mantenere la propria competitività. Ma il piano prevede esuberi e trasferimenti. Si è all'inizio di una trattativa e magari si spara alto per poi trattare, visto che a nessuno conviene che la vertenza abbia un impatto sociale amplificato.

Tuttavia, l'esplosione rischia di essere inevitabile, soprattutto se dovessero essere confermati i numeri di cui si parla: 200 esuberi e 300 trasferimenti. Non si escludono forme di protesta imminenti e massicce da parte dei dipendenti, con assemblee (oggi la prima) e scioperi che potrebbero minare la messa in onda del tiggì. Cgil, Cisl e Uil propongono la convocazione delle Rsu e del Gruppo Sky per il prossimo 24 gennaio. Si tratta di un piano che coinvolgerebbe il 70% della forza lavoro (impiegati, tecnici, giornalisti) tra esuberi e trasferimenti.

Con la redazione di SkyTg24 trasferita a Milano, a esclusione delle redazioni Politica e Centro Sud Italia. Per quanto riguarda Production, Broadcast & Creative, le strutture che forniscono attività di produzione televisiva a supporto di Sky Tg24 devono seguire il trasferimento. In pratica, soltanto a Roma, gli esuberi sarebbero 120 (ridimensionati i settori commerciali) e 300 i trasferimenti. Nella capitale resterebbero 80-100 unità. Altri esuberi riguarderebbero 80 lavoratori, legati alle aree Finance e Controllo Qualità di Service & Delivery delle sedi di Milano e periferiche. Ulteriori 10 trasferimenti nel capoluogo lombardo arriverebbero dalla sede di Cagliari.

LA SCURE
A giudizio di Sky Italia il piano si rende necessario per costruire un'azienda ancora più innovativa ed efficiente. Come? Lo spiega l'ad Andrea Zappia: «Intervenendo sulle attività ormai obsolete e concentrando gli investimenti in infrastrutture tecnologiche presso l'Hub di Milano Santa Giulia. Si tratta quindi aggiunge Zappia - di puntare nei prossimi anni allo sviluppo di un polo tecnologico all'avanguardia, che possa svolgere un ruolo chiave per il Gruppo Sky. Considerati gli ingenti investimenti appare chiaro come non sia più sostenibile mantenere la nostra presenza a Roma nelle dimensioni attuali. Siamo consapevoli che questo piano di riorganizzazione comporterà una significativa ricaduta su alcuni colleghi».

L'ad di Sky si dichiara pronto ad avviare da subito un aperto dialogo con i sindacati «per garantire, ove possibile, il miglior risultato per i lavoratori in termini di continuità occupazionale, nella gestione degli esuberi e a supporto dei trasferimenti. A tale scopo Sky è pronta a mettere a disposizione numerose azioni, incluse concrete opportunità di ricollocazione professionale».

Quindi è molto probabile che sul tavolo verranno messi degli incentivi all'esodo, anche perché il personale non è in età pensionabile. Dal 2003 ad oggi Sky ha investito in Italia circa 20 miliardi di euro in contenuti e tecnologie, generando oltre 32 miliardi di euro di impatto positivo sull'economia italiana. Per molti si tratta di un fulmine a ciel sereno il fatto che un'azienda ritenuta in salute debba attuare dei tagli così netti sul personale e in maniera così tempestiva (entro l'anno). Tuttavia, oltre ai lavoratori che perderanno il loro posto o che dovranno cambiare sede, esce a pezzi la città di Roma, che dopo Almaviva perde anche Sky. Tra l'altro due aziende i cui poli fanno parte dello stesso municipio. A riguardo sorprende come finora le forze politiche siano rimaste immobili nella difesa dell'economia capitolina.

 

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