Renzi attacca i burocrati di Bruxelles: «Quali tasse ridurre lo decidiamo noi»

Lunedì 28 Settembre 2015
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«Quali tasse ridurre lo decidiamo noi, non un euroburocrate a Bruxelles». Così il premier Matteo Renzi, aggiungendo che «compito dell'Ue non è mettere bocca su quali scelte fiscali fa uno stato» e «non deve decidere al posto dei singoli governi».

«Confermo l'eliminazione nella legge di Stabilità della tassa sulla prima casa per tutti e per sempre», ha poi dichiarato il premier da New York rispondendo ad una domanda sulle richieste dell'Unione europea.

«L'incontro con la comunità finanziaria è stato buono, molto buono. C'è un clima di ritrovata fiducia verso l'Italia», ha sostenuto ancora il premier e riferendo dell'incontro di ieri con gli investitori Usa.

«C'è un ritorno delle aspettative positive nei confronti dell'Italia», ha proseguito Renzi, «e questo rappresenta un passo in avanti sulla strada della nostra scommessa su questo Paese che come ho detto, e non ho esagerato, può diventare meglio della Germania. Oggi non lo è, ma se facciamo bene il nostro dovere possiamo arrivare a competere con i nostri amici tedeschi».

Sempre sull'incontro con gli investitori Usa, Renzi ha quindi ricordato come «fino ad un anno fa ci dicevano che l'Italia doveva fare le riforme. Oggi che la direzione di marcia è molto più chiara, e per alcuni sorprendente, le domande sono più legate non ai problemi del nostro Paese, ma alla linea politica dell'Europa. Vogliono sapere qual'è. Per quel che riguarda l'Italia invece - ha rilevato ancora Renzi - oggi siamo considerati molto più solidi e stabili».

«Sulla riforma del Senato non c'è nessuna impasse. Se uno presenta 80 milioni di emendamenti in una modalità tecnica non conforme al regolamento ma di che stiamo parlando? Qualsiasi italiano a casa capisce che il problema non si pone nemmeno ed è solo un tentativo di non far approvare la riforma», ha poi sottolineato Renzi.

«Nessun tentativo ostruzionistico di emendamenti ci fermerà. L'Italia che ha voglia di futuro è molto più forte che di chi sa dire no», ha continuato il premier sulla riforma del Senato, assicurando che «con la stessa serenità e decisione dimostrata finora porteremo a casa la riforma costituzionale che i cittadini dovranno decidere se approvare o no».

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 10:54

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