Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Papa Francesco agli imprenditori: condividere con chi è più povero

Papa Francesco agli imprenditori: condividere con chi è più povero
3 Minuti di Lettura
Domenica 5 Febbraio 2017, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 19:42
Evasione ed elusione fiscale sono "atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso". Lo ha detto papa Francesco parlando in Vaticano agli oltre mille imprenditori che nel mondo aderiscono al progetto dell'Economia di comunione lanciato da Chiara Lubich (fondatrice del Movimento dei Focolari, con obiettivo l'unità fra i popoli, la fraternità universale, morta nel 2008). Il Papa ha poi lanciato una vera e propria esortazione non solo a donare a chi ha necessità, ma "anche a condividere con chi è più povero per combattere l'idolatria e cambiare le strutture per prevenire le vittime degli scarti". 

"La ragione delle tasse sta nella solidarietà, che viene negata dall'evasione ed elusione fiscale", ha affermato il Papa, spiegando che oggi "si attuano molteplici iniziative, pubbliche e private, per combattere la povertà, una crescita in umanità". Ma che non sembra essere più sufficiente e occorre quindi puntare a "cambiare le regole del gioco del sistema economico-sociale". "Imitare il buon samaritano del Vangelo non è sufficiente - ha spiegato infatti Francesco - e quando l'imprenditore o una qualsiasi persona si imbatte in una vittima, è chiamato a prendersene cura, e magari, come il buon samaritano, associare anche il mercato alla sua azione di fraternità. Soprattutto prima che l'uomo si imbatta nei briganti, combattendo le strutture di peccato che producono briganti e vittime". 

"Un imprenditore di comunione - ha proseguito nel Suo discorso Francesco - è chiamato a fare di tutto perché anche quelli che sbagliano e lasciano la sua casa, possano sperare in un lavoro e in un reddito dignitoso, e non ritrovarsi a mangiare con i porci. Nessun figlio, nessun uomo, neanche il più ribelle merita le ghiande". 

Ma la parola d'ordine, per Mario Bergoglio è la condivisione. "Il capitalismo conosce la filantropia - ha precisato il Papa - non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti, senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle briciole. Ma l'insegnamento del Vangelo è un altro: anche solo cinque pani e due pesci possono sfamare le folle se sono la condivisione di tutta la nostra vita. Nella logica del Vangelo, se non si dona tutto non si dona mai abbastanza".

"Queste cose voi le fate già - ha concluso Francesco - ma potete condividere di più i profitti per combattere l'idolatria, cambiare le strutture per prevenire la creazione delle vittime e degli scarti; donare di più il vostro lievito per lievitare il pane di molti. Il no ad un'economia che uccide diventi un sì ad una economia che fa vivere, perché condivide, include i poveri, usa i profitti per creare comunione".


 
© RIPRODUZIONE RISERVATA