Mercatone Uno, arrivate 7 offerte vincolanti: in pista gruppi nazionali e internazionali

Venerdì 15 Dicembre 2017 di Giusy Franzese
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Mercatone Uno, la catena di mobili e accessori per la casa a prezzi convenienti in amministrazione straordinaria da un paio di anni, è vicina al suo rilancio: sono sette le offerte vincolanti per l'acquisto degli asset del gruppo da parte di operatori nazionali e internazionali pervenute ieri, data di scadenza della gara,  ai tre commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari.

Adesso, di  concerto con il ministero dello Sviluppo Economico, previo parere del Comitato di Sorveglianza, i commissari procederanno a valutare le offerte e a finalizzare la cessione dei complessi aziendali
«nel più breve tempo possibile»: i parametri di valutazione, oltre al prezzo, sono la garanzia della continuità aziendale, il miglior livello occupazionale e la massima soddisfazione dei creditori.


In vista delle festività natalizie,  da sabato 2 dicembre, per tutti i week end del mese e i festivi, fino a domenica 24 dicembre, i commissari hanno disposto la riapertura  di 14 punti vendita Mercatone Uno. Gli store sono aperti solo al pomeriggio, dalle 14 alle 20, con assortimento focalizzato su addobi natalizi, tessile, casalinghi, elettrodomestici e complementi d'arredo, oltre ad offerte con sconti fino al 70%. L'attività sarà garantita da personale di Mercatone Uno, richiamato dalla cassa integrazione. La riapertura è stata deliberata dai commissari straordinari anche per salvaguardare il valore dei compendi aziendali, proprio in vista della chiusura del bando per la presentazione di offerte vincolanti di acquisto. I punti vendita riaperti sono a Mirabella Eclano (Avellino), Arzano (Napoli), Sorbara (Modena), Coriano (Rimini), Reana del Rojale (Udine), Viterbo, Pessano con Bornago (Milano), Serravalle Scrivia (Alessandria), Genola (Cuneo), Romagnano Sesia (Novara), Mappano di Caselle (Torino), Navacchio di Cascina (Pisa), Magione (Perugia) e Curtarolo (Padova).

Il gruppo fondato da “patron” Romano Cenni – nome storico del ciclismo tricolore e non a caso scelse come volto per rappresentare la catena quello di Marco Pantani – è finito in amministrazione straordinaria dal 2015 sotto il peso di 400 milioni di debiti di oltre tremila creditori. Aveva alle sue dipendenze circa 3.400 dipendenti. I Commissari hanno provato a venderlo già una volta, ma il prezzo richiesto (240 milioni) e la rigidità del bando avevano fatto abbandonare la partita ai 60 candidati all’acquisto. 
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