Melegatti, lavoratori in piazza per difendere l'occupazione. Il 17 settembre scade il termine per le offerte

Melegatti, lavoratori in piazza per difendere l'occupazione. Il 17 settembre scade il termine per le offerte
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Sabato 25 Agosto 2018, 19:18 - Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 18:59

«Melegatti lavoro, diritti e dignità». Con questo striscione davanti al municipio di San Giovanni Lupatoto (Verona) stamane i lavoratori dell'azienda dolciaria hanno partecipato a una manifestazione organizzata da un gruppo di consiglieri comunali d'opposizione a sostegno dei dipendenti di Melegatti, dichiarata fallita lo scorso 29 maggio e al centro di una tormentata vicenda per il suo salvataggio.

«La seconda procedura per la vendita all'asta - ha spiegato Massimo Giarola, consigliere comunale d'opposizione e promotore dell'iniziativa - ha fatto scendere a 13 milioni e mezzo di euro la base d'asta e viene espressamente indicato che saranno avviate le procedure di licenziamento collettivo dei dipendenti, attualmente in Cassa integrazione straordinaria». «Quindi questa iniziativa - ha aggiunto - vuole tenere alta l'attenzione perché ci sono 50 famiglie che vivono giornate drammatiche, oltre a quelle dei lavoratori dell'indotto, che non sono pochi».

«Qualsiasi iniziativa a salvaguardia dei posti di lavoro è appoggiata dall'amministrazione comunale - ha detto il sindaco di San Giovanni Lupatoto, Attilio Gastaldello -. Il problema dei lavoratori di Melegatti è molto sentito, ma c'è preoccupazione anche per l'azienda, perché non ci sia uno smembramento e un mero interessamento al marchio».

Il 17 settembre è fissato al Tribunale di Verona il termine per presentare le offerte per rilevare la storica azienda
dolciaria fondata da Domenico Melegatti, che nel 1894 brevettò in pandoro. Il bando prevede l'acquisizione in blocco dello stabilimento di San Giovanni Lupatoto e di quello per dolci continuativi della Nuova Marelli a San Martino Buon Albergo (Verona).

Alla manifestazione di oggi davanti ha partecipato anche il senatore della Lega, Paolo Tosato: «La preoccupazione
resta altissima perché la sensazione è che la Melegatti faccia gola come marchio e come impianti, ma per noi la ricchezza economica è rappresentata dai posti di lavoro e un'offerta di acquisto che non tenga conto della salvaguardia dei lavoratori per noi è inaccettabile».

Al sit-in invece non hanno aderito i sindacati Cgil-Cisl-Uil che in una nota hanno spiegato di avere declinato l'invito alla partecipazione.

 

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