Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Il focus/Ecco dove investire
dopo lo choc della Brexit

Il focus/Ecco dove investire dopo lo choc della Brexit
di Roberta Amoruso
3 Minuti di Lettura
Sabato 25 Giugno 2016, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 19:21

Diciamolo chiaramente: i mercati sono stati colti totalmente di sorpresa dallo strappo della Gran Bretagna. E farne le spese sono anche investitori prudenti, con portafogli bilanciati. Ma il timore di un impatto negativo, che certamente ci sarà nel breve periodo, un po’ per tutte gli asset rischiosi, non può e non deve portare a revisioni drastiche di portafoglio, avvertono gli esperti. Oggi potrebbe rivelarsi una scelta azzardata. Soprattutto se fatta in un contesto di così alta volatilità e scarsa liquidità. Piuttosto occhio alle occasioni. Così in tempi di risk-off (avversione al rischio) vale il rifugio in porti sicuri come dollaro, yen e franco svizzero. Si può guardare gli Usa (gettonati già per i bond) o all’ Asia per mantenere una diversificazione sulle azioni. E in Europa, occhio a telecom, utilities e real estate. A proposito di immobili, può valere la pena d’ora in poi guardare ai prezzi a Londra. E mentre l’oro fa sempre la sua parte, non vanno affatto dimenticati i titoli di Stato, garantiti dall’ombrello robusto Bce. Parola chiave è flessibilità, evitando scelte avventate. Può costare caro.

Sterlina giù, ed è caccia 
a yen, dollari e franchi

L’epicentro della catastrofe è l’Europa? Meglio puntare sugli Stati Uniti. Sul dollaro considerato rifugio per eccellenza. Tanto più ora che la sterlina è a picco. Del resto i fondamentali sono ben più forti rispetto all’Europa. Poi vale sempre il paracadute dello yen e del franco svizzero. Mentre l’euro, neanche a dirlo,non può che pagare dazio, almeno per un po’.

Azioni, occhio ai saldi
Affari in Asia e Stati Uniti

L’equazione è semplice: fuori dal rischio, fuori prima di tutto dalle azioni. Ma attenzione, dice Blackrock: la svendita globale e «indiscriminata» potrebbe «tradursi un un’ottima opportunità». Anche perchè, «i mercati asiatici e statunitensi risentono in misura marginale della Brexit e sono sostenuti da un mix di politiche monetarie accomodanti e crescita economica».

Comprare nelle Borse Ue
schivando il contagio

Far passare la bufera può essere una scelta saggia dopo uno tsunami così inatteso. Certo, la scelta inglese metterà di nuovo sotto pressione il credito della periferia d’Europa e le piazze azionarie, Italia compresa, abituate ad accusare il colpo con gli spread in risalita. Eppure c’è chi si salva da questa vulnerabilità diffusa: il comparto telecom, l’assistenza sanitaria, i beni di consumo non ciclici, le utilities e il real estate.
 
A Londra la corsa
al business immobili

In particolare tra gli immobili commerciali si potranno fare affari a Londra. Perchè sarà tutto il settore immobiliare a dover fare i conti con un taglio dei prezzi del 10% nel primo anno. Di qui l’attesa per un choc sulle società di real estate. Penalizzate come le Pmi, più orientate verso il mercato interno, i trasporti e i servizi finanziari. Si salvano solo le big inglesi, più votate all’estero e quindi all’export.

L’oro può brillare ancora?
Vicina quota 1.400 dollari

Comprare oro per ripararsi dalla pioggia è un classico di sempre. In una sola giornata il bene rifugio per eccellenza ha guadagnato ben 11 dollari. Attenti però, è da un po’ che corre. L’oro quotava a 1.000 dollari l’oncia a fine 2015, per arrivare agli oltre 1.300 dollari di ieri (+30% in cinque mesi). Arriverà ai 1.400 previsti dagli analisti in caso di Brexit? Si vedrà. Ma la prudenza è d’obbligo.

Ora Btp e Bot possono
tornare appetibili

Il rischio contagio non fa sconti. Ecco perchè sono tornati di moda i picchi di spread tra Btp e Bund, che ieri ha giù superato l’obiettivo di Ubs nel medio termine (185 punti). Il Btp a 10 ha toccato un rendimento dell’1,56% con il Bund sottozero, preso di mira come bene sicuro. Ma il paracadute Bce funziona eccome e debiti sovrani e bond corporate saranno fuori dall’emergenza. Anzi: occhio alle opportunità dopo lo choc, dicono gli esperti. Che intanto guardano ai bond Usa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA