Finmeccanica, intesa coi sindacati su contratto integrativo aziendale

Finmeccanica, intesa coi sindacati su contratto integrativo aziendale
di Carlotta Scozzari
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Martedì 2 Febbraio 2016, 16:31

È stato siglata la mattina del 2 febbraio, dopo una notte di trattativa finale, l'intesa tra le organizzazione sindacali e Finmeccanica. Al centro della questione, la completa armonizzazione dei trattamenti normativi, dagli orari di lavoro alle buste paga e i permessi, dopo la trasformazione in una società unica, la cosiddetta "one company", che cancella la precedente struttura suddivisa in diverse società operative. Si tratta, in sostanza, dell'ipotesi di accordo del nuovo contratto integrativo aziendale del gruppo Finmeccanica, guidato dall'amministratore delegato Mauro Moretti.

Sindacati e azienda hanno raggiunto anche un accordo sul premio di risultato per il 2016, e si sono impegnati a rivedersi durante l'anno per negoziare il premio di risultato per gli anni successivi. «Il giudizio è positivo», dice il segretario generale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati: «Ci sarà ora una ampia consultazione dei lavoratori»; l'intesa, aggiunge, «permette di eliminare tutte le differenze ereditate dal passato modello organizzativo e incompatibili con la nuova one company varata da inizio anno: in questo modo si inizia a togliere ogni ostacolo, si permette a Finmeccanica di poter correre verso traguardi sempre più ambiziosi».

Per il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, l'intesa «dimostra come è possibile costruire un contratto innovativo che integra un contratto nazionale che estende la contrattazione di secondo livello acquisendone le innovazioni e trasferendole a tutti i lavoratori in modo universale. Ora, come previsto  nell'accordo bisogna osare ancora di più, rilanciare le  relazioni industriali fino all'ultimo stabilimento e fare in  modo che Finmeccanica sia, nei prossimi tre mesi, la sede dove realizzare un nuovo sistema di governance partecipativo che sia da esempio per le relazioni industriali innovative del paese».

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