Così cambia il fisco: cartelle rottamate, in arrivo 4 miliardi

Domenica 16 Ottobre 2016 di Andrea Bassi
ROMA Cambia il sistema fiscale italiano. Non avrà più due gambe, quella dell'Agenzia delle Entrate che effettua gli accertamenti e quella di Equitalia che riscuote le cartelle, ma sarà tutto accentrato nella prima. Entro giugno del prossimo anno la società pubblica di riscossione scomparirà. Matteo Renzi ha fatto sua la proposta avanzata, da molto tempo, dal neo amministratore di Equitalia, Ernesto Ruffini. Questa decisione se ne tira dietro anche un'altra: la rottamazione delle vecchie cartelle fiscali. Un provvedimento al quale ha lavorato per molto tempo il vice ministro dell'Economia Enrico Zanetti (che ieri ha espresso la sua soddisfazione). I dettagli tecnici saranno resi noti nei prossimi giorni. Ma per grandi linee il meccanismo è già delineato.

Le vecchie cartelle potranno essere chiuse pagando soltanto quanto dovuto a titolo di tasse. Non si pagheranno le sanzioni e gli interessi di mora e, molto probabilmente, nemmeno l'aggio del 3% a Equitalia inserito nelle prime bozze. Da questa misura il governo punta ad incassare 4 miliardi di euro per il 2017 a fronte di un magazzino ruoli di 51 miliardi. L'ingresso di Equitalia all'interno dell'Agenzia delle Entrate dovrebbe cambiare i rapporti tra Fisco e contribuenti. Se il sistema sarà disegnato sulla falsa riga di altri Paesi, l'Agenzia potrebbe avere più discrezionalità nel definire le pendenze con i contribuenti. La possibilità, insomma, di mostrare un volto più umano. Renzi ieri ha sottolineato come dal 7 novembre gli avvisi di riscossione arriveranno tramite Sms. Molte questioni restano sul tavolo. Come quella del personale. I dipendenti di Equitalia hanno un contratto bancario, diventare funzionari pubblici potrebbe avere conseguenze economiche sui loro salari.

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