Voucher "tracciabili" per convincere M5S. La Lega in pressing

Mercoledì 11 Luglio 2018 di Andrea Bassi
Il testo non è ancora arrivato al Quirinale per la firma necessaria alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E fino a ieri sera nemmeno la Ragioneria generale dello Stato che deve bollinarlo aveva ancora ricevuto una versione definitiva del provvedimento. I tecnici dei vari ministeri interessati, lavoro e sviluppo economico, starebbero ancora mettendo mano alle relazioni tecniche con le relative coperture che poi dovranno essere validate dagli uomini del ministro Giovanni Tria. Veri intoppi comunque, non ce ne dovrebbero essere. Lo stesso Colle ha fatto sapere che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è pronto per la firma.



SENTIERO STRETTO
Quello che inizia ad essere stretto è il tempo per la conversione e per la discussione parlamentare, con le vacanze agostane alle porte. Il provvedimento andrà in aula alla Camera il 24 luglio, il che vuol dire che alle Commissioni parlamentari resteranno al massimo una decina di giorni per la discussione. A tenere banco, comunque, è ancora il tema della reintroduzione dei voucher. Ieri il ministro dell'interno Matteo Salvini è tornato a difendere il ritorno dei voucher. «Ci sono alcuni limitati settori, penso ad agricoltura, commercio, turismo e servizi, lavori stagionali», ha detto, «per i quali l'alternativa è: lavoro nero o voucher. Io preferisco i voucher allo sfruttamento e al lavoro nero». Un colpo al cerchio ma anche uno alla botte. «Penso che combattere la precarietà», ha infatti aggiunto il vicepremier, «sia giusto e, quindi, benissimo ha fatto Luigi Di Maio a portare il decreto in discussione».Segno che una mediazione tra la Lega e M5S è a portata di mano. Del resto nello stesso contratto di governo è prevista una riforma del lavoro accessorio «volta ad introdurre un apposito strumento, chiaro e semplice, che non si presti ad abusi, attivabile per via telematica attraverso un'apposita piattaforma digitale». Un riferimento ad un sistema del genere lo ha fatto ieri il ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio che ha spiegato che «lidea è di farli in modo diverso, ossia evitando che ci siano distorsioni e abusi nel loro uso; al momento dell'emissione devono indicare il nome della persona che ne beneficerà e la data». Ieri poi, ha fatto sentire la sua voce il mondo dei giochi. Ieri c'è stata l'assemblea di Sistema gioco Italia, l'associazione confindustriale del settore. Dagli operatori si è alzato un appello unanime al governo, e in particolare al ministro Di Maio, per aprire un tavolo di confronto che abbia al centro la riforma del settore per scongiurare il rischio di perdita di migliaia di posti di lavoro. «Si sta affrontando un'anomalia, la ludopatia, distruggendo un settore», è stato il monito del presidente degli industriali, Vincenzo Boccia. «La decisione del governo è per noi un segnale molto negativo», ha tuonato il presidente di Sistema Gioco Italia, Stefano Zapponini. Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 14:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA