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Grecia, code ai bancomat per ritirare i risparmi. Banche chiuse

Grecia, code ai bancomat per ritirare i risparmi. Banche chiuse
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Sabato 27 Giugno 2015, 11:16 - Ultimo aggiornamento: 12:08
La proposta di accordo dei creditori alla Grecia verrà sottoposta a un referendum il prossimo 5 luglio. Lo ha annunciato il premier greco Alexis Tsipras nella serata di venerdì. Oggi riunione d'emergenza del Parlamento greco ad Atene.



La mancanza di accordo con i creditori e l'annuncio di Tsipras - con il rischio sempre più imminente di defalut del paese - intanto hanno riaccelerato in piena notte la corsa dei greci ai bancomat. E lunghe code si sono formate agli sportelli automatici.



Nella centrale piazza Colonaki di Atene, davanti alla sede della Banca Nazionale di Grecia, circa 40 persone aspettavano sabato mattina il loro turno per prelevare denaro. Stessa scena in altre città, dove alcuni sportelli sono rimasti a corto di denaro per la continua affluenza.



Sempre nel centro di Atene nella mattinata di sabato si è formata una coda davanti alla Piraeus-Bank ma l'istituto, che oggi avrebbe dovuto essere aperto, è rimasto invece chiuso.



«La questione che sarà posta è sapere se dobbiamo accettare o respingere la proposta dei creditori», ha spiegato questa notte Tsipras in un discorso televisivo, in cui ha accusato i creditori di voler umiliare l'intero popolo greco. Il leader di Syriza ha spiegato di essere stato costretto a indire il referendum perché «dopo cinque mesi di duri negoziati, i nostri partner hanno concluso con una proposta che non è altro che un ultimatum alla democrazia greca e ai greci. Un ultimatum che è in contrasto con le regole europee e il diritto essenziale al lavoro, all'equità e alla dignità».



Tsipras ha poi detto di aver chiesto ai leader di Francia e Germania e a Mario Draghi «di estendere l'attuale scadenza del debito di qualche giorno perché si possa svolgere il referendum» il cui esito si è impegnato a «rispettare, qualunque esso sia».



L'annuncio è arrivato al termine dell'ennesima giornata di negoziati e dopo il nuovo ultimatum lanciato dai creditori della Grecia.



I toni sono tornati ad accendersi dopo che fonti europee hanno sollecitato il governo greco a fare un “piccolo passo avanti”, indispettendo il premier, che ha risposto con parole altrettanto dure: “non accetto ultimatum o ricatti”.



Da Angela Merkel sono arrivate chiare sollecitazioni ad Atene ad accettare l'offerta e la cancelliera ha parlato di “offerta straordinariamente generosa”.



Le possibilità che la Grecia dica sì sono minime per il Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha parlato di una probabilità del 50% che Atene accetti l'accordo.



Nel frattempo, il Presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker continua a dirsi “abbastanza ottimista”, ma “non totalmente ottimista”.
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