Grecia, referendum sul salvataggio

Grecia, referendum sul salvataggio
di David Carretta
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Sabato 27 Giugno 2015, 06:27 - Ultimo aggiornamento: 12:02

BRUXELLES - E' la fine dei giochi per la Grecia: il premier greco, Alexis Tsipras, ieri notte ha annunciato un referendum per decidere se accettare quella che Angela Merkel ha definito un'offerta «estremamente generosa» da parte dei creditori internazionali per evitare il default e il rischio di uscita dall'euro. La decisione è stata presa dopo una riunione d'emergenza del governo, convocata da Tsipras per decidere la posizione da prendere all'Eurogruppo sull'ultima chance che si dovrebbe avere questo pomeriggio.

VERTICE EUROPEO

La riunione dei ministri delle Finanze sarà «decisiva» per Atene, aveva avvertito la cancelliera. Ma Tsipras non ha voluto cogliere la mano tesa dai partner della zona euro: la Grecia non accetta «ricatti e ultimatum», aveva detto il premier greco al termine di un vertice dell'Unione Europea in cui si è trovato sotto intensa pressione per accettare la proposta dei creditori. «Continueremo a combattere in nome dei popoli europei e del popolo greco» ha annunciato Tsipras, mentre fonti del suo governo facevano sapere che il premier non ha «il mandato per firmare». Poi la mossa a sorpresa: dopo un passaggio parlamentare oggi e la richiesta di una «breve estensione» del programma di salvataggio per non perdere gli aiuti, tra 8 giorni i greci saranno chiamati a votare sulle sorti del loro Paese. Domenica 5 luglio, sarà il giorno della verità sulla permanenza della Grecia nell'euro.

Dai partner europei «non c'è stato nessun ricatto o ultimatum» ha risposto il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker a Tsipras. Anche gli Stati Uniti sono allarmati. «Il rischio di un incidente aumenta ogni volta che si arriva a una nuova scadenza» ha detto il segretario al Tesoro, Jack Lew, sottolineando «i rischi sia per l'economia europea sia per quella globale». Alcuni leader europei erano ottimisti sulla possibilità di raggiungere un accordo all'Eurogruppo di oggi. Secondo una fonte europea, «le divergenze tra la Grecia e i creditori sono minime». L'offerta preparata da Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione prevede uno sconto significativo sull'avanzo primario e alcune concessioni su misure di bilancio e riforme per realizzarlo. Le principali differenze tra l'ultima proposta dei creditori e quella greca riguardano l'Iva per gli alberghi, le esenzioni per le isole, il taglio ai sussidi per le pensioni più alte, la riduzione alle spese per la difesa e la privatizzazione della società elettrica. Sull'innalzamento dell'età pensionabile e la riforma del mercato del lavoro - due delle linee rosse di Tsipras - i testi sono quasi identici. «Penso, credo, spero che si possa arrivare a un accordo», aveva detto ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ma Tsipras farà campagna contro quella che ha definito "austerità umiliante".

IL PACCHETTO DI AIUTI

In realtà, il pacchetto di aiuti proposto dai creditori è consistente: il programma di assistenza verrebbe prolungato per 5 mesi, con 15,5 miliardi a disposizione per superare le prossime scadenze sul debito. Una prima tranche da 1,8 miliardi - i profitti realizzati dalla Bce nel 2014 sui titoli greci comprati nel 2010 - sarebbe sbloccati subito per permettere ad Atene di rimborsare 1,5 miliardi al Fmi. Il resto - tra cui 4 miliardi aggiuntivi che erano stati originariamente riservati alla ricapitalizzazione delle banche - dovrebbe essere concesso a rate, man mano che il governo greco approva le riforme. Per permettere a Tsipras di salvare la faccia, alcuni ministri erano pronti a un altro gesto: un impegno su una ristrutturazione futura del debito. Ma il premier greco non ha avuto il coraggio di andare contro una parte del suo partito, che chiedeva la rottura con i creditori. «Accetterò qualsiasi risultato del referendum e lo rispetterò» ha detto Tispras. Se l'Eurogruppo accetterà di prolungare per alcuni giorni il programma, sarà tutto il popolo greco a decidere il proprio destino.