Gioco del lotto, governo pronto alla gara

Gioco del lotto, governo pronto alla gara
di Andrea Bassi
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Giovedì 4 Dicembre 2014, 06:04 - Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 10:40

Nel mondo dei giochi è considerata la madre di tutte le gare. Attorno al Lotto, da quattro lustri appannaggio esclusivo di Lottomatica, oggi Gtech, si sono combattute dure battaglie legali. Tra poco più di diciotto mesi, l'8 giugno del 2016, ventidue anni dopo la prima assegnazione, la concessione per gestire il Lotto andrà a scadenza. Il governo ha deciso di non farsi trovare impreparato ed evitare quanto è successo in altri casi, quando erano state necessarie delle proroghe prima della nuova assegnazione.

Al ministero dell'Economia è in preparazione un emendamento alla legge di Stabilità che sarà inserito in Senato, per mettere a gara il gioco il prossimo anno. Il governo punterebbe ad ottenere un incasso di almeno 500 milioni di euro una tantum dalla nuova concessione del Lotto.

Ma per portar via a Gtech-Lottomatica la regina delle scommesse italiane che da sola vale una raccolta di oltre sei miliardi l'anno, non basterà offrire la cifra più alta. La corsa sarà anche sull'entità dell'aggio, il compenso che spetta al concessionario. Su questo, ovviamente, la gara sarà al ribasso. Oggi Gtech-Lottomatica incassa il 6 per cento, ma il governo sarebbe intenzionato a partire con un'asticella più bassa, il 5 per cento. Molti dettagli saranno ovviamente affidati ai decreti direttoriali dei Monopoli che dovranno materialmente gestire la gara.

IL GIRO DI POLTRONE

Il punto, tuttavia, è anche un altro. L'emendamento al quale lavora il Tesoro, arriverebbe in un momento di vacatio nell'amministrazione dei giochi. Solo due giorni fa il numero uno dei Monopoli, Luigi Magistro, ha rassegnato le sue dimissioni per accettare un incarico come commissario del consorzio Venenzia Nuova, quello che ha il compito di costruire il Mose. A chiamare Magistro al suo fianco, è stato il numero uno dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone. La partita per la successione si preannuncia tutt'altro che semplice. I candidati non mancano. In corsa c'è, per esempio, Italo Volpe, attuale responsabile dell'ufficio legislativo dei Monopoli. Volpe conosce bene la macchina amministrativa. Per anni ha lavorato nello staff del ministro Giulio Tremonti insieme allo storico capo di gabinetto Vincenzo Fortunato. Altro candidato interno sarebbe Fabio Carducci, attualmente alla guida della direzione accertamento dell'Amministrazione.

Ma non è detto che Matteo Renzi non voglia dire la sua sulla scelta del successore di Magistro, utilizzando magari uno schema simile a quello dell'Agenzia del Demanio, dove in sostituzione di Stefano Scalera ha nominato un fedelissimo come Roberto Reggi, già sottosegretario del suo governo. Si vedrà. Il passaggio di consegne non sarà comunque dei più semplici. Il mondo dei giochi è in piena trasformazione. Al Tesoro, le deleghe sui Monopoli passeranno dal sottosgretario Pier Paolo Baretta a Paola De Micheli, mentre Baretta continuerà a lavorare su un dossier molto delicato, come i decreti attuativi della delega fiscale, che sta scrivendo il consigliere di Pier Carlo Padoan, Vieri Ceriani. Si tratterà di affrontare temi come le distanze delle sale scommesse dai punti «sensibili» (chiese, scuole, ospedali) che potrebbero riguardare solo Slot e scommesse sportive, esentando Gratta&Vinci, Lotto e Superenalotto. E la revisione del Preu, il prelievo unico erariale dovuto dai gestori. Ma per tornare alla gara del Lotto, chi parteciperà? Gtech-Lottomatica, di certo. Sisal, molto probabilmente. Ma anche gruppi stranieri, come la greca Intralot che sarebbe pronta a scendere in campo con un partner Nordamericano.

Il Lotto non sarà comunque l'unica novità della stabilità sui giochi. Il pay out sulle Slot machine abbassato dal 74 al 70% nel provvedimento, sarà riportato al 74%. Il gettito sarà sostituito da un prelievo di 300 milioni che peserà su tutta la filiera delle macchinette.