GOVERNO

Giochi, nuove tasse per 800 milioni: giro di vite sulle slot machine

Lunedì 28 Settembre 2015 di Andrea Bassi
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ROMA - Alle prese con una manovra da 27 miliardi di euro e la necessità di trovare coperture per le misure in cantiere, dalla Tasi alle pensioni, il governo mette di nuovo nel mirino il settore dei giochi. L’intenzione è di fare in modo che dalle slot e dalle videolotterie, arrivino dal prossimo anno almeno 800 milioni di euro. Le ipotesi tecniche alle quali si lavora riguardano il cambio del sistema di tassazione delle macchinette.

Oggi il prelievo viene calcolato come una percentuale (il 13,6%) applicata agli incassi. Il nuovo sistema, invece, vorrebbe tassare non quanto le società incassano, ma i loro effettivi guardagni, che si ottengono detraendo le vincite pagate agli scommettitori. L’aliquota sarebbe sostanzialmente più alta di quella applicata agli incassi. Si salirebbe al 60% per le slot machine e al 50% per le più moderne videolotterie. Per lo Stato si tradurrebbe in un vantaggio.



Oggi nelle casse dell’erario entra il 13,6%di 25,5 miliardi per le slot. Si tratta di circa 3,4 miliardi di euro (anche se nel 2014 l’incasso effettivo è stato di 3,250 miliardi). Con il nuovo sistema invece, lo Stato porterebbe a casa il 60% di 6,5 miliardi, ossia i 25,5 miliardi di giocate meno i 19 di vincite. A conti fatti si tratta di circa 3,9 miliardi, 650 milioni in più del gettito per lo Stato del 2014. Un discorso analogo vale anche per le nuove videolotterie. Con il nuovo sistema, secondo i conti di Agipronews, si incasserebbero 1,25 miliardi contro poco più di un miliardo del gettito attuale. La somma dei due tipi di macchinette porterebbe nuovi incassi allo Stato per 800 milioni.



I NODI

Ma ci sono dei nodi aperti. Il primo riguarda la coerenza degli interventi dello Stato sul settore dei giochi. Già lo scorso anno, nella legge di Stabilità, furono inserite una serie di misure di prelievo sul settore che prevedevano, come quest’anno, un contributo per circa 800 milioni. Il consuntivo di quegli interventi è stato quasi fallimentare. La tassa sulle slot machine da 500 milioni ha incassato per ora una sola rata, e la seconda che dovrebbe essere versata ad ottobre è in bilico perché il pagamento era stato subordinato al riordino del settore previsto dalla delega fiscale. Delega che, tuttavia, non è stata esercitata dal governo gettando il settore nel caos. Anche la gara del Lotto, che nelle intenzioni dell’esecutivo avrebbe dovuto contribuire con 350 milioni quest’anno, è finita nelle sabbie mobili. Il Consiglio di Stato ha demolito il bando di gara che, adesso, sarebbe stato modificato e sarebbe di nuovo alla firma del ministro. Si vedrà se si riuscirà a pubblicarlo entro la fine dell’anno. Nella legge di Stabilità sono in ballo anche altre norme che dovrebbero interessare i giochi. Come quelle sul betting, le scommesse. Anche qui verrebbe introdotta una tassazione sul margine, indifferenziata tra on line e rete fisica. C’è poi il tema della gara per le concessioni che sono in scadenza. L’ipotesi è quella di una proroga (onerosa) in attesa di un riordino.



Sulle slot c’è l’ipotesi anche di un altro balzello. Un contributo di 2.500 euro per ogni agenzia o corner, di 200 euro per ogni macchinetta a carico di gestori e dei noleggiatori. I soldi, circa 170 milioni, andrebbero a finanziare i Comuni.
Ultimo aggiornamento: 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA