Fmi: «La Cina frena l'economia, ma l'Italia tiene»

Fmi: «La Cina frena l'economia, ma l'Italia tiene»
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Martedì 19 Gennaio 2016, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 10:15

L'economia mondiale rallenta sotto il peso di Cina e petrolio. E i rischi restano al ribasso: se gli aggiustamenti in atto nell'economia globale non saranno gestiti con successo, la crescita globale «potrebbe deragliare». Il 2016 potrebbe essere un «periodo travagliato» avverte il Fmi, rivedendo al ribasso le stime di crescita globali e mettendo in guardia su tre "grandì rischi": il ribilanciamento della crescita in Cina, i più bassi prezzi delle commodity e la graduale uscita dalle misure straordinarie di politica monetaria della Fed.

L'Italia in questo quadro tiene, con la crescita confermata al +1,3% nel 2016 e al +1,2% nel 2017. «Con il rischio di bassa crescita per un periodo prolungato e centrale che il potenziale di crescita venga aumentato con un mix di aiuto alla domanda e riforme strutturali» afferma il Fmi, sottolineando che per le economie avanzate le priorità restano le riforme per rafforzare la partecipazione al mercato del lavoro.

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