Svolta alla Fca, sindacato unico più vicino. Fiom all'angolo

Martedì 29 Marzo 2016 di Diodato Pirone
La prima pietra verso la nascita di un «sindacato unico» nel gruppo Fiat (pardon Fca) sarà posata questa mattina a Roma con la nascita di una “federazione” fra la Fim-Cisl e l'Associazione Quadri. In una conferenza stampa i due segretari Marco Bentivogli (Fim) e Giovanni Serra (Quadri) spiegheranno i termini dell'operazione che intendono allargare anche agli altri tre sindacati firmatari del contratto Fca (diverso da quello di Confindustria) ovvero Uilm, Fismic e Ugl. Fuori dal raggio d'azione dell'operazione restano invece Fiom e Cobas, pilastri di un secondo polo sindacale «d'opposizione».

Alla nascita di un sindacato firmatario unico in Fca (e Cnhi, che produce camion e trattori) si sta lavorando da tempo. Le prime indiscrezioni emerse sul Messaggero oltre un anno fa riferivano di contatti in corso fra Fim e Fismic e di una costante contrarietà della Uilm. Le trattative con la Fismic guidata da Roberto Di Maulo sono però fallite di fronte alla contrarietà di intere strutture sindacali territoriali. Negli anni scorsi, infatti, alcuni dirigenti locali Fim (ma anche Ugl) sono passati a Fismic trasferendovi anche delegati e peso politico verso le direzioni di stabilimento. Ne sono scaturiti veti incrociati insormontabili. «E forse - accusa Roberto Di Maulo - C'è stato un pizzico d'irruenza eccessiva nel giovane gruppo dirigente Fim».

 

OLTRE IL 40% DEI DELEGATI
Ma per quanto parzialmente monca la ”federazione” Fim- Quadri cambia il panorama sindacale in Fiat (e forse in futuro non solo in Fiat). Qualche numero aiuta a capire. I dipendenti di Fca e Cnhi in Italia sono circa 83.000, di cui 28.000 impiegati e quadri. Secondo dati Fim, solo il 36% dei dipendenti Fiat ha una tessera sindacale. Fim sarebbe il sindacato con più iscritti con circa 7.500 tesserati (pari al 23,7% del totale), seguito dalla Uilm (22%), Fismic e Quadri (18%), Fiom al 15% circa (meno di 5.000 iscritti) e Ugl al 3%.

Fim e Quadri assieme (anche se la seconda è concentrata a Torino) contano su circa il 40% dei delegati complessivi. E ora i due sindacati, tra l'altro, intendono offrire nuovi servizi ai loro iscritti. «Non siamo di fronte ad un'operazione numerica - assicura Marco Bentivogli - Sette sindacati in Fca servono solo ai sindacalisti non ai lavoratori. Nelle fabbriche Fiat di oggi serve un sindacato forte con delegati più preparati in grado di portare ai lavoratori i vantaggi del maggior valore aggiunto prodotto. L'azienda invece deve assicurare un ruolo di partecipazione al sindacato».

E la Fiom? Non sta a guardare. Il sindacato di Maurizio Landini vanta ottimi risultati (primo in molti stabilimenti) nelle elezioni dei delegati per la sicurezza (Rls) ma continua ad raccogliere poco consenso sugli scioperi. All'ultima sua agitazione a Cassino, il 23 febbraio, hanno aderito 28 operai sui circa 2.000 presenti.

  Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 11:33

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