Trenitalia pronta a investire su Trenord, Mazzoncini: «Però cambi la governance»

Renato Mazzoncini
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Sabato 19 Maggio 2018, 20:50

L'amministratore delegato delle Fs rilancia sulla necessità di consolidare il controllo di Trenord, la joint-venture fra Trenitalia e Ferrovie Nord (gruppo Fnm, 57,57% Regione Lombardia e 14,7% Fs). Lo ha fatto nella sua Brescia inaugurando la SalaFreccia, dedicata ai clienti dell'Alta Velocità in attesa dei treni. «Con la flotta di treni che ha attualmente Trenord - ha esordito - è impossibile garantire un servizio di qualità», in quanto «150-170 treni sono da sostituire e serve un piano», che lo stesso Mazzoncini intende «mettere sul tavolo della Regione». Con quest'ultima è impegnato in un confronto che «si sta sviluppando in modo serio e veloce», con l'obiettivo di trovare «una soluzione per rendere effettivi gli investimenti». Il punto cruciale, secondo Mazzoncini, è «l'attuale governance» paritaria, che, a suo dire «non consente alle due aziende, Trenitalia e Ferrovie Nord, di consolidare la partecipazione». «Bisogna - conclude il manager - trovare il modo di permettere agli azionisti di poter avviare l'investimento». Per farlo la strada ipotizzata è quella di un prestito dell'1% di Trenord a Trenitalia, che diventerebbe così l'azionista di maggioranza in cambio degli investimenti in materiale rotabile. Giorni fa era stato il presidente della Regione Attilio Fontana a lanciare il sasso, accusando «il socio Fs» che «non ha fatto assolutamente niente», mentre «fino ad oggi la Lombardia ha investito, ha acquistato treni». A Mazzoncini Fontana aveva detto «o cominci a investire e ti comporti da socio o se non fai niente mi lasci le tue quote e facciamo per conto nostro». Secondo Dario Balotta di LeU, però «Mazzoncini e Fontana giocano ai ladri di Pisa, ossia litigano di giorno ma rubano insieme di notte, chiedendo entrambi il controllo della governance della loro creatura Trenord».

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