Enav, il ministero chiede un taglio dei compensi dei vertici

Venerdì 27 Aprile 2018
Il ministero dei Trasporti sollecita il management di Enav a un «contenimento delle retribuzioni». 

«Pur apprezzando il tentativo di contenimento delle retribuzioni, si ritiene opportuno richiamare le regole sul contenimento delle retribuzioni della pubblica amministrazione», è stata la sollecitazione lanciata dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, all'assemblea degli azionisti di Enav, letta dal rappresentante del Mef Stefano Di Stefano, durante la discussione sul punto relativo alle remunerazioni di amministratore delegato, presidente e dirigenti strategici di Enav.

In base alla relazione pubblicata sul sito della società, l'amministratore delegato di Enav Roberta Neri nel 2017 ha guadagnato 828mila euro (di cui 484mila euro di compesi fissi), mentre il presidente Roberto Scaramella (nominato in aprile) 99mila.  

Il presidente Scaramella ha risposto alla richiesta del governo dicendo: «Abbiamo fatto approfondite verifiche e ci siamo confrontati col benchmark di mercato», aggiungendo: «Abbiamo recepito in pieno la sollecitazione del Mef dello scorso anno di basarci di più sulla parte variabile di lungo periodo della remunerazione e ci siamo mantenuti sulla forchetta medio-bassa del mercato di riferimento». E «come Consiglio siamo sereni e convinti di aver rispettato il mandato del Mef», ha concluso Scaramella.

L'assemblea dei soci ha poi approvato il bilancio che chiude con un utile netto consolidato di 101,5 milioni, in miglioramento del 32,9% rispetto al 2016, e un ebitda in crescita dell'11,3% a 283,6 milioni di euro. 

Via libera anche al dividendo di circa 101 milioni di euro, pari a 0,1864 euro per azione (+6% rispetto a 0,176 euro). Il Tesoro incassa una cedola di oltre 53 milioni di euro, la più alta mai pagata dall'Enav allo Stato (l'ultimo dividendo pagato per intero al Tesoro nel 2015 prima della quotazione era di circa 46 milioni). 




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