Deficit, Francia e Spagna superano il 3%. Berlino sfora sull'avanzo commerciale

Deficit, Francia e Spagna superano il 3%. Berlino sfora sull'avanzo commerciale
di David Carretta
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Venerdì 5 Febbraio 2016, 08:38 - Ultimo aggiornamento: 08:50

BRUXELLES L'Italia non è l'unico paese che, secondo le previsioni economiche d'inverno della Commissione, rischia di violare la lettera del Patto di Stabilità. Anche Francia e Spagna potrebbero finire sotto procedura per deficit eccessivo per il mancato rientro sotto il tetto del 3%, mentre l'esecutivo comunitario oggi deciderà se rispedire al mittente il progetto di bilancio del nuovo governo socialista in Portogallo.


Nel frattempo, a fine mese, è la Germania che potrebbe tornare nell'occhio del ciclone per l'avanzo commerciale eccessivo: il saldo tedesco delle partite correnti, che secondo le nuove stime di Bruxelles si attesterà quest'anno al 8,6% dopo l'8,8% del 2015, anche se in leggero calo continua ad essere ben al di sopra della soglia del 6% prevista dalla procedura per squilibri macro-economici. Una decisione se mettere sotto sorveglianza la Germania è attesa a fine febbraio. La questione è politicamente esplosiva: alcuni governi socialisti e del Sud lamentano i «due pesi, due misure» della Commissione nei confronti di Berlino.
 
IL CASO LISBONA
L'urgenza per la Commissione è comunque il Portogallo. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha convocato una riunione straordinaria del collegio per decidere se bocciare il progetto di bilancio presentato dal nuovo governo socialista guidato da Antonio Costa. Le trattative ieri erano ancora in corso. Lisbona avrebbe dovuto riportare il deficit nominale al 2,5% del Pil già lo scorso anno, e invece il disavanzo del 2015 è stimato al 4,2%. L'obiettivo di tornare sotto la soglia del 3% non sarà realizzato nemmeno quest'anno.

Soprattutto, le stime registrano un aumento del saldo netto strutturale dal 1,9% al 2,9% di Pil contro il taglio dello 0,5% richiesto da Bruxelles. E' il risultato degli stimoli di bilancio voluti da Costa, la cui maggioranza dipende da comunisti e estrema sinistra, come l'aumento dei salari per i dipendenti pubblici. Se nella notte Lisbona non avrà accettato tagli più profondi, per la prima volta dal rafforzamento del Patto di Stabilità, la Commissione dovrebbe chiedere ad un governo di riscrivere il suo progetto di bilancio.

Anche la Spagna, senza governo dalle elezioni di dicembre, dovrebbe mancare l'obiettivo di tagliare il deficit sotto il 3% quest'anno. Il primo ministro uscente, il popolare Mariano Rajoy, aveva beneficiato di una certa clemenza da parte della Commissione Juncker, con un rinvio della data ultima entro cui riportare il deficit nei limiti del Patto e la sospensione del giudizio sul progetto di bilancio per il 2016. Il nuovo governo di Madrid «dovrà necessariamente prendere altri misure», ha spiegato il commissario agli Affari economici, Moscovici.

Ma è soprattutto la Francia che sembra beneficiare di un trattamento privilegiato. Malgrado abbia già ottenuto due rinvii, le previsioni economiche della Commissione dicono che nemmeno questa volta Parigi rispetterà gli impegni: senza nuove misure, nel 2017 il deficit francese sarà ancora al 3,2%. «Servono sforzi strutturali», ha detto Moscovici, ma «restiamo sulla traiettoria che permette di arrivare» sotto il 3%. Tra i paesi della zona euro, anche Austria, Lituania, Olanda e Finlandia non realizzano l'aggiustamento strutturale richiesto dal Patto di Stabilità.

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