Camusso: sciopero sempre più probabile. Ma Cisl e Uil si dissociano

Camusso: sciopero sempre più probabile. Ma Cisl e Uil si dissociano
di Giusy Franzese
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Lunedì 27 Ottobre 2014, 19:03 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 08:36

Più dubbi che certezze. L’incontro tra governo e sindacati per parlare della legge di stabilità delude i rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori. «I ministri non avevano il mandato a trattare» riferisce il segretario confederale Uil Carmelo Barbagallo. «È surreale. Non abbiamo discusso di nulla. Questa è la sintesi del rispetto che si ha per le parti sociali» attacca la leader Cgil, Susanna Camusso. La quale a questo punto fa capire che l’ipotesi sciopero generale adombrata sabato scorso davanti a una piazza San Giovanni gremita di manifestanti, diventa sempre più realistica: «Sabato avevamo detto una cosa precisa: che saremmo andati avanti in assenza di risposte e mi pare che siamo in assenza di risposte». Anche se poi ha aggiunto: «Ci hanno annunciato una fase meditativa. Siamo sempre pronti a cambiare idea sullo sciopero se mediteranno bene».

In ogni caso Cisl e Uil, pur deluse dall’incontro, non sembra abbiano intenzione di percorrere la strada dello sciopero. «Noi abbiamo chiesto al governo, dopo le sue valutazioni, di incontrarlo. Verificheremo se ci convocherà e cosa accoglie o cosa non accoglie, come normalmente si fa» frena il numero uno Cisl Annamaria Furlan. Prima che l’incontro iniziasse, la Furlan aveva già detto che ci sono tante cose da modificare nella manovra, ma comunque la Cisl non la considera una manovra contro cui «c’è bisogno di occupare fabbriche e di scioperare».

Molto cauta sull’eventualità di uno sciopero generale anche la Uil. «Noi restiamo al merito. Siamo pronti a fare tutto ciò che è necessario ma non le fiammate. Gli scioperi articolati sono meglio di uno sciopero solo» aveva annunciato Barbagallo entrando al ministero del Lavoro per il vertice. Al termine lo stesso Barbagallo ha aggiunto: «Abbiamo detto cose di buon senso. Le valutazioni del governo siano rapide.Valuteremo le reazioni: non capiamo se la partita è aperta o chiusa». La Uil ha poi rivolto un «invito a Cisl e Cgil per una riflessione comune

per vedere come comportarci» se dal governo non dovessero arrivare risposte.

Per ora comunque non è stato fissato alcun nuovo appuntamento. Cosa che fornisce il destro alla Camusso per un nuovo attacco: «Al di là degli annunci, il governo non ci ha dato altri appuntamenti ed è evidente che non intende non dico condividere ma almeno misurarsi con i temi che gli vengono presentati. Su questo non ci pare un governo innovatore».

Tra i punti critici evidenziati dai sindacati c’è il nuovo blocco dei contratti per i pubblici dipendenti, la mancanza di misure a favore dei pensionati, la scarsità di risorse per gli ammortizzatori sociali, il Tfr in busta paga tassato con l’aliquota ordinaria, i fondi tolti ai patronati. I ministri presenti (quello del Lavoro, Giuliano Poletti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, la titolare della Pa, Marianna Madia) hanno assicurato ai sindacati che le loro osservazioni saranno «attentamente valutate» e «approfondite» purché «nel rispetto del saldo della manovra».

Subito dopo i sindacati, il governo ha ricevuto i rappresentanti delle imprese, che hanno ribadito il loro apprezzamento per la legge di stabilità. «E' una inversione di tendenza rispetto ad un atteggiamento eccessivamente rigorista sin ora adottato. Introduce tratti espansivi certamente apprezzabili» fa sapere Rete Imprese. Positivo anche il giudizio del direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci: «Bene l'Irap e la decontribuzione. È una manovra che vuole dare fiducia a cittadini e imprese e speriamo che questo crei investimenti».