Crac banche, svolta con indennizzi al 90% dei clienti: rimborso pieno per chi ha redditi sotto i 21 mila euro

Sabato 16 Aprile 2016
IL CRAC
ROMA In Via XX Settembre garantiscono che questa è la volta buona. I due decreti sono quasi pronti e la prossima settimana, non più tardi di martedì, il rebus degli indennizzi in favore degli obbligazionisti coinvolti nel salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti sarà finalmente risolto. Meglio tardi che mai considerato che di rinvio in rinvio il governo non è riuscito a rispettare l'impegno che si era preso: trovare la soluzione entro il 30 marzo scorso. Tuttavia, fanno notare i collaboratori del ministro dell'Economia Padoan, la lunga attesa è servita a portare a termine con successo il lungo pressing nei confronti di Bruxelles tanto che adesso il provvedimento è in grado di soddisfare le aspettative del 90% dei circa 11 mila risparmiatori che hanno perso i loro investimenti. «Siamo riusciti ad ottenere un allargamento delle maglie per il ristoro dei risparmiatori» spiega una fonte impegnata sul dossier, aggiungendo che «sin dall'inizio della vicenda il nodo era la Ue e l'applicazione delle nuove regole del bail in che sembrava non consentire il riconoscimento di una cifra molto elevata ma ora abbiamo spuntato una interpretazione molto più estensiva». In poche parole, Palazzo Chigi è riuscito ad incassare il via libera dall'Ue per irrobustire il Fondo di solidarietà fissato dalla legge di Stabilità in 100 milioni. Frantumate le resistenze europee che ipotizzavano aiuti di Stato da parte di Roma, lo stanziamento dovrebbe infatti salire fino a 300 milioni, ma è più probabile che ci si fermi a quota 280, escludendo dai rimborsi gli investitori che avevano affidato il loro portafoglio ad intermediari e che non erano correntisti delle 4 banche.
LE CONDIZIONI
Una dotazione finanziaria molto robusta se si tiene conto che le obbligazioni bruciate valevano 339 milioni. La svolta ha sconvolto l'architettura dei provvedimenti che erano stati faticosamente messi in piedi in questi mesi e consente al governo di mettere al sicuro la quasi totalità dei risparmiatori. «Il principio che passa - ha sintetizzato ieri il viceministro all'Economia Zanetti - è che tutti coloro che non sono stati adeguatamente informati dalle banche riavranno i soldi per intero». Ed entrando più nel dettaglio, Zanetti ha specificato che «per salvaguardare le regole europee, oltre una certa soglia di reddito ci sarà un accertamento caso per caso, mentre per i piccoli risparmiatori, per investimenti contenuti e di basso livello reddituale, si presume la non adeguata informazione da parte di chi gestisce il risparmio, e si potrà ottenere il rimborso bypassando l'arbitrato e gli accertamenti».
In sostanza, i risparmiatori con reddito medio-basso (probabilmente sotto i 21 mila euro) e coloro i quali avevano investito somme modeste saranno indennizzati al 100% in maniera automatica senza dover dimostrare alcunchè ai giudici insediati presso l'Anac di Cantone. I quali si limiteranno ad esaminare le pratiche relative ai risparmiatori titolari di ricchezze patrimoniali più sostanziose e di investimenti più onerosi. Qualcuno, insomma, resterà a bocca asciutta fermo restando che se i giudici accerteranno l'inesistenza di un contratto scritto relativo alle obbligazioni subordinate o il mancato adeguamento del contratto ai cambiamenti normativi i rimborsi saranno riconosciuti per intero.
Michele Di Branco
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 00:57

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