Banche fallite, Vegas all'attacco: «Chi ha comprato bond subordinati aveva chiari tutti i rischi»

Banche fallite, Vegas all'attacco: «Chi ha comprato bond subordinati aveva chiari tutti i rischi»
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Lunedì 9 Maggio 2016, 11:42 - Ultimo aggiornamento: 18:58

I prospetti dei bond subordinati delle banche fallite (Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e Cariferrara) sono «stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme sul prospetto informativo» e «hanno dato massima evidenza a tutti i fattori di rischio connessi alla complessità degli strumenti e alla situazione in cui versavano le banche», specificando anche il rischio di «perdere l'intero capitale investito». Lo ha detto Giuseppe Vegas, presidente della Consob, nel suo discorso al mercato finanziario, difendendo il lavoro dell'authority e assolvendo in sostanza le banche che hanno venduto i titoli. In altre parole soltanto in un numero modesto di casi si può parlare di "raggiro" perché un maggior rendimento rispetto ai bond ordinari avrebbe dovuto far scattare le soglie d'attenzione in chiunque.

«Le vicende relative alla liquidazione delle quattro banche non mettono in discussione la validità di fondo dei modelli di vigilanza sulla prestazione dei servizi d'investimento», ha sottolineato Vegas, ricordando che «il nostro modello di vigilanza è stato esaminato e positivamente valutato sia dal Fondo monetario internazionale, in occasione del Financial Assessment Program condotto sull'Italia nel 2013, sia dall'Esma, in occasione delle prassi di vigilanza sull'applicazione della Mifid (la direttiva europea sui servizi finanziari)».

Vegas ha ricordato che dal 2007, anno di introduzione della Mifid, «Consob ha realizzato circa mille interventi di vigilanza in materia di servizi di investimento» con una copertura di «circa il 90% del risparmio investito in strumenti finanziari riconducibili a clientela retail, mentre le verifiche ispettive hanno riguardato il 55% circa del mercato». «Ciò nonostante - ha aggiunto Vegas - Consob sta facendo tesoro dell'esperienza così maturata nell'orientare e affinare ulteriormente le sue prassi di vigilanza».

Il presidente della Consob ha anche ribadito, come aveva fatto in audizione davanti al Senato, come il fenomeno delle obbligazioni subordinate diventate "carta straccia" sia stato circoscritto: «l'importo in possesso della clientela retail, al 30 giugno 2015, era di 374 milioni di euro, pari all'1,17% del totale» dei bond subordinati emessi da banche e detenuti da risparmiatori.

Il prospetto informativo «rimane un documento troppo lungo e complesso per poter essere letto e pienamente compreso dal risparmiatore», ha poi sottolineato il presidente della Consob, annunciando l'avvio di «una consultazione» su tre raccomandazioni volte a «informazioni più chiare» e maggiore «trasparenza» . Vegas ha evidenziato peraltro che «un eccesso di informazione equivale quasi sempre ad una carenza di informazioni».

«Il prospetto informativo, immaginato dal legislatore comunitario come un contenitore che raccogliesse tutte le informazioni sul prodotto e sul soggetto che lo ha emesso, non si è dimostrato un mezzo idoneo a fornire una risposta efficace al bisogno di conoscenza», ha aggiunto il presidente della Consob. Vegas ha ricordato poi che la Commissione «è stata fra le poche autorità europee a richiedere l'inserimento, nelle pagine iniziali dei prospetti, di uno specifico paragrafo, denominato "avvertenze per l'investitore", che contiene una descrizione sintetica dei principali rischi legati all'investimento. Nei casi più critici, è stato chiesto - afferma - l'inserimento di queste informazioni nella copertina del prospetto, in modo da attirare maggiormente l'attenzione del lettore». Vegas inoltre, menzionando «i recentissimi casi di aumento di capitale di banche», sottolinea che «Consob ha raccomandato la consegna sistematica delle avvertenze, adempimento non previsto dalla disciplina europea, in modo da spingere il cliente a prendere concretamente conoscenza del loro contenuto». 

Nel 2015 sono stati portati a compimento dalla Consob 268 procedimenti sanzionatori, dei quali 236 si sono conclusi con l'applicazione di sanzioni. L'importo complessivo delle sanzioni pecuniarie applicate, secondo quanto emerge dalla relazione annuale, è stato pari a circa 12,1 milioni di euro (rispetto ai 20,6 milioni di euro del 2014 a fronte di 160 procedimenti di cui 140 conclusi con l'applicazione di sanzioni). Ogni anno, viene fatto notare, ci possono essere delle discontinuità affidate al caso e il raffronto tra i dati 2014 e i dati 2015 deve tenere in debito conto il fatto che, nel 2014, oltre 16 milioni delle sanzioni emesse erano riferite a 4 vicende emblematiche (le due più elevate a Monte Paschi di Siena e Proto sanzionati rispettivamente complessivamente per 5,7 e 4,5 milioni di euro), mentre nel 2015 non sono state emesse sanzioni per vicende altrettanto emblematiche (la sanzione di importo più elevato si riferisce a Tercas e ammonta a 976 mila euro). Quanto agli abusi di mercato lo scorso anno la Consob ha contestato illeciti in 14 casi su 17. In 11 casi è stata formulata l'ipotesi di illecito sia penale sia amministrativo.



 

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