Banche, con la crisi solo 67 milioni di sanzioni ma 28 miliardi di perdite

Domenica 3 Giugno 2018

La crisi che ha colpito 10 banche italiane ha lasciato profonde ferite con perdite per azionisti e obbligazionisti, esborso di soldi pubblici per lo Stato e posti di lavoro persi ma secondo il sindacato First Cisl le sanzioni a manager e istituti di credito delle banche finite in crisi dal 2011 sono state solo 67 milioni di euro. In uno studio la First rileva come inoltre ai vertici di questi istituti siano andati bonus per 113 milioni di euro e per questo, rileva il segretario Giulio Romani, «serve una legge che punisca chi procura i disastri bancari mentre nei cda deve sedere un garante pubblico indicato dalla Banca d'Italia di concerto con il Mef e una rappresentanza minima dei dipendenti negli organi di controllo». La ricerca mette in fila le conseguenze della crisi su 10 banche: il Monte dei Paschi, le due banche venete integrate in Intesa Sanpaolo (Popolare Vicenza e Veneto Banca), le quattro banche «risolte» (Etruria, CariChieti e Banca Marche poi passate a Ubi e Carife poi transitata a Bper) e le tre casse acquisite da Cariparma (Carim, Carismi e Caricesena). Da lì sono arrivati: 27,6 miliardi di perdite, 10,6 miliardi di soldi pubblici utilizzati per fronteggiare le emergenze, 3,4 miliardi bruciati dal Fondo Atlante, 4,7 miliardi stanziati dal Fondo di risoluzione, 14.000 posti di lavoro perduti, cui si aggiungono altre 5.000 uscite in Intesa, 470.000 azionisti che hanno perso del tutto o in parte i loro risparmi, con l'aggiunta di migliaia di obbligazionisti, alcuni solo parzialmente rimborsati con 181 milioni del Fondo interbancario.

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