Space Rider, la navicella pendolare con l'orbita terrestre ad alta tecnologia italiana punta anche al turismo spaziale

Giovedì 30 Novembre 2017 di Paolo Ricci Bitti
La risposta italiana ed europea a Stati Uniti e Russia per andare su e giù nello spazio continua ad arrivare da Torino e da Colleferro dove ieri alla Thales Alena Space e all'Avio si è brindato per il via libera allo Space Rider. E' l'avveniristica navicella spaziale senza equipaggio in grado di rientrare a Terra e utilizzabile più volte, nella quale la tecnologia italiana ha un ruolo di primo piano. Un piccolo Space Shuttle senza pilota oppure, fate voi, un drone del III millennio portato in orbita da un altro primato dell'azienda di Colleferro: il razzo Vega.

Il contratto da 37 milioni  è stato firmato oggi a Parigi dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) con la Thales Alenia Space (67% Thales e 33% Leonardo) e la Elv (European Launch Vehicle), società costituita al 70% dalla Avio e per il 30% dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Il futuro di Space Rider va oltre l'andirivieni dagli spazioporti alla stazione spaziale internazionale che nel 2024 potrebbe andare in pensione. Il progetto punta a  fornire un sistema di trasporto spaziale a costi ridotti, indipendente, riutilizzabile, per missioni senza equipaggio e per un accesso e ritorno di routine dall’orbita terrestre bassa dove nei prossimi anni potrebbero sfrecciare altre realtà per continuare le ricerche in ambiente di microgravità e per aver un punto di sosta sulla rotta verso la Luna e, più avanti negli anni, verso Marte.



Lo Space Rider è l'erede della capsula di rientro europea Ixv, in grado di navigare fino a due mesi in orbita bassa per poi tornare sulla terra, realizzata in Italia con il sostegno dell'Asi. Space Rider l'11 febbraio 2015 ha eseguito con successo un volo suborbitale con rientro e ammaraggio. La Thales Alenia Space è responsabile dello sviluppo del modulo di rientro (Rm) dello Space Rider, derivato dalla capsula Ixv, mentre la Elv ha l'incarico di sviluppare il modulo di servizio derivato dallo stadio superiore del lanciatore Vega C, chiamato Avum (Attitude and Vernier Upper Module). 

Un altro contratto siglato oggi riguarda invece le attività di sviluppo del lanciatore Vega E (Vega Evolution), progetto europeo in cui Avio è capofila di una decina di aziende. Il valore del contratto per questa attività è di 53 milioni di euro. Vega E rappresenta l'evoluzione di medio termine del lanciatore Vega. Lo stadio superiore ha un rivoluzionario motore a ossigeno e metano liquidi, tecnologia che gli conferisce un bassissimo impatto ambientale e capacità di riaccensione multipla, caratteristica che consente al lanciatore una maggiore flessibilità nelle manovre orbitali.


Il razzo Vega

Space Rider imbarcherà, inoltre, equipaggiamenti realizzati da Leonardo provenienti dall’esperienza di Ixv. 

"Lo sviluppo di Space Rider rappresenta - ricorda il presidente dell’Asi, Roberto Battiston - una grande opportunità per l’ESA e per la Strategia Europea Spaziale. Space Rider deriva da due grandi successi dell’ESA basati sul contributo determinante dell’industria italiana, il lanciatore Vega con il motore Avum e la navetta IXV, che ha compiuto con successo nel 2015 il primo lancio orbitale con reingresso atmosferico e ammaraggio". 

"Space Rider - prosegue Battiston - potrà operare nello spazio per vari mesi, realizzando esperimenti con strumentazione che potrà poi tornare a terra, aprendo anche la strada alla costruzione di materiali in condizioni di microgravità e segnando l’inizio dell’industria europea 5.0 nello spazio, con potenziali importanti ritorni economici" 

"Sono particolarmente contento della firma di questo contratto - conclude Battiston - che vede impegnata gran parte della straordinaria filiera industriale italiana e rappresenta il punto di arrivo di una strategia messa in campo nel corso dei Consigli ministeriali Esa del 2014 e del 2016". 


«Space Rider rappresenta per l’Europa un passo avanti considerevole nell’ambito dei veicoli di rientro», ha detto Donato Amoroso, numero uno di Thales Alenia Space Italia. «Sarà riutilizzabile, e spianerà la strada ad applicazioni ancora più importanti, che includono stadi riutilizzabili, voli “point-to-point”, aerei spaziali e anche turismo spaziale. Il contratto siglato quest’oggi conferma il ruolo guida di Thales Alenia Space nell’ambito del rientro atmosferico, unendo  le capacità di piattaforme satellitari orbitali alle possibilità del riutilizzo».

«La firma di questi importanti contratti, in un anno fondamentale per la nostra crescita, culminato con la quotazione in Borsa, rafforza la posizione di Avio come player di riferimento nel mercato dei lanciatori spaziali», dice l'amministratore delegato di Avio, Giulio Ranzo, secondo il quale «i recenti successi di Ariane 5 e di Vega, che poche settimane fa ha registrato il record di 11 voli consecutivi di successo, il contratto di sviluppo di Vega C, oramai in fase avanzata con i test dei motori P120 e Zefiro 40, confermano, tra l'altro, le grandi competenze e l'affidabilità della nostra azienda e dei principali partner europei nel mercato mondiale dello spazio».


Giulio Ranzo




  Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 19:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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