Isee, stretta sugli sconti di asili e università: i beneficiari delle agevolazioni saranno il 20% in meno

Domenica 11 Gennaio 2015 di Luca Cifoni
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La riforma dell'Isee era stata avviata a fine 2011 (nel famoso decreto salva-Italia) con l'obiettivo di rendere più selettivo l'accesso alle prestazioni sociali, ovvero stanare i “furbi” che accedono gratis ad un asilo o pagano una retta universitaria ridotta pur essendo tutt'altro che poveri.



Tre anni dopo il nuovo indicatore di situazione economica equivalente è finalmente entrato in vigore ma nonostante la lunga fase preparatoria non mancano le difficoltà di applicazione, stando a quando segnalano i Caf.



Proprio dai centri di assistenza fiscale, che sono il principale interfaccia tra il cittadino e l'Inps (gestore tecnico dell'Isee) arriva la prima stima sulla riduzione della platea: il numero di persone che usufruisce di prestazioni per cui è richiesto l'accertamento della situazione economica si ridurrebbe del 20 per cento rispetto al 2014.



PARTENZA LENTA

La preoccupazione dei Caf deriva sostanzialmente dal mancata sottoscrizione della convenzione con l'Inps, in assenza della quale (e delle relative risorse finanziarie) i centri di assistenza fiscale sostengono di non poter assicurare il servizio a chi si rivolge a loro per ottenerlo gratuitamente.



Dunque chi ha bisogno subito della certificazione Isee potrebbe avere qualche problema. Ma secondo Valeriano Canepari, presidente della consulta dei Caf, c'è dell'altro: già in questi primi giorni dell'anno ci sarebbero stati casi di cittadini che, venuti a conoscenza dei nuovi e più stringenti requisiti, rinunciano alle prestazioni agevolate.



Le principali novità riguardano l'inclusione nell'indicatore (a volte chiamato anche “riccometro”) di redditi che in precedenza erano esenti e il maggior peso attribuito alla componente patrimoniale (a partire dall'abitazione che viene conteggiata al valore catastale più alto ottenuto con il moltiplicatore usato ai fini dell'Imu, 160 invece di 100). Inoltre c'è meno spazio per mascherare la propria effettiva situazione con autodichiarazioni poco veritiere: infatti i dati inclusi dal cittadino nella nuova dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) vengono automaticamente confrontati con quelli presenti nell'anagrafe tributaria gestita dall'Agenzia delle Entrate.



IL COSTO DELLA PRATICA

I Caf calcolano che rispetto ai 6 milioni di persone che hanno richiesto l'Isee lo scorso anno, la riduzione della platea potrebbe essere di circa 1,2 milioni. E puntano ad ottenere dallo Stato un corrispettivo più elevato, 15 euro a pratica invece dei 10-11 del 2014. Quanto alle convenzioni, nella propria circolare dello scorso 18 dicembre l'Inps spiegava di stare predisponendo l'apposito schema, a cui poi seguiranno le intese con i singoli centri di assistenza. Si può quindi immaginare che i tempi, pur se rapidi, non saranno immediati.



Il nuovo Isee, come già ricordato, ha avuto una gestazione complessa. Dopo la legge del 2011 sono serviti circa due anni per la preparazione dello strumento aggiornato, che è stato poi definito ufficialmente con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del dicembre 2013 (c'era ancora il governo Letta). Nel novembre dello scorso anno è infine andato in Gazzetta ufficiale il provvedimento del ministero del Lavoro che con cui veniva approvato il modello di dichiarazione sostitutiva unica e di conseguenza si stabiliva l'operatività dal primo gennaio 2015. Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 21:56

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