Antitrust, il Tar del Lazio conferma: 60 milioni di euro di multa a Algida

Venerdì 1 Giugno 2018
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È confermata la sanzione da oltre 60 milioni di euro inflitta nell'ottobre 2017 dall'Antitrust a Unilever Italia - società attiva nella commercializzazione di prodotti di largo consumo con marchi noti, tra i quali Algida e Carte d'Or - per abuso della posizione dominante sul mercato. L'ha deciso il Tar del Lazio con una sentenza con la quale ha respinto un ricorso proposto dalla stessa società. Per l'Autorità l'abuso sarebbe consistito «nell'adozione di una strategia escludente - ne dà conto il Tar in sentenza - realizzata a mezzo dell'ampio utilizzo di clausole di esclusiva merceologica e da una serie articolata di ulteriori condizioni contrattuali, strumenti di politica commerciale e condotte, complessivamente volti a mantenere, durevolmente, l'esclusiva delle forniture sulla propria clientela e a ostacolare, per tale via, la competizione sui meriti». Il procedimento ebbe origine da una denuncia della società La Bomba - produttrice di ghiaccioli e attiva in Emilia Romagna, Marche e Lazio - che lamentò il fatto che Unilever, nel corso degli ultimi anni, aveva intimato agli esercenti di stabilimenti balneari e bar del litorale adriatico e laziale, di non commercializzare insieme con i propri prodotti anche i ghiaccioli La Bomba, paventando, in caso contrario, la mancata applicazione degli sconti previsti nell'accordo e imponendo altresì il pagamento di penali o la risoluzione del contratto.

Il Tar ha ritenuto il ricorso infondato, in quanto il provvedimento «espressione di ampio potere discrezionale, è stato puntualmente motivato dall'Autorità con riferimento alla ricorrenza di un interesse pubblico a procedere all'accertamento dell'infrazione, nonché in considerazione dalla particolare gravità della violazione delle regole della concorrenza poste in essere da Unilever». Dal punto di vista delle prove, per il Tar «il quadro probatorio complessivo ha consentito di accertare che i concessionari attuano la politica commerciale di Unilever, con particolare riferimento all'implementamento degli accordi di esclusiva, e ricorrono a incentivi fidelizzanti anche attraverso azioni di pressione nei confronti della clientela» e «ha individuato comportamenti escludenti realizzati da Unilever con modalità abusive in sé e consistenti nell'uso diffuso di clausole di esclusiva, la cui oggettiva portata anticompetitiva è essa stessa prova dell'abuso».


  Ultimo aggiornamento: 14:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA