730 precompilato, sì può consultare on line: ecco tutte le novità

Lunedì 16 Aprile 2018 di Michele Di Branco
3
730 precompilato, da oggi sì può consultare on line: ecco tutte le novità
Il giorno della Precompilata. Sono 30 milioni gli italiani che da oggi, collegandosi con il sito dell'Agenzia delle Entrate e accedendo al proprio «Cassetto fiscale» attraverso il Sistema pubblico per l'identità digitale (Spid), con il Pin rilasciato dell'Inps o con le credenziali del Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA), potranno prendere visione della dichiarazione dei redditi confezionata dal fisco e tagliata su misura per ciascun contribuente. Il documento potrà dunque essere esaminato, eventualmente corretto o integrato, approvato e infine inviato nel corso delle prossime settimane.

Il modello sarà disponibile sia per chi presenta il 730 sia per chi opta per il modello Redditi. Il 730 potrà essere inviato a partire dal 2 maggio e fino al 23 luglio. Anche il modello Redditi può essere modificato dal 2 maggio ma in quel caso può essere trasmesso dal 10 maggio al 31 ottobre.

ACCEDI ALLA TUA PRECOMPILATA SUL SITO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Cliccando su https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it vengono fornite tutte le indicazioni utili, i passi da seguire fino all'invio, le date e le scadenze da ricordare, oltre naturalmente alle risposte alle domande più frequenti.

I DETTAGLI
Quest'anno, con l'ingresso di nuove voci, si arricchisce ancora il paniere dei dati a disposizione, che raggiungono quota 925 milioni con un incremento del 3,5% rispetto a quelli inseriti lo scorso anno. Nella dichiarazione precompilata 2018, voluta da Ernesto Maria Ruffini, che guida le Entrate, sono inseriti nuovi oneri e spese, che si aggiungono alle dodici voci già presenti nel modello. Esordiscono, infatti, le spese per la frequenza degli asili nido e relativi rimborsi, i contributi detraibili versati alle società di mutuo soccorso e, se comunicate in quanto l'invio è facoltativo, le erogazioni liberali effettuate in favore di Onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e fondazioni e le associazioni aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica. Entrando nel dettaglio delle voci, la fanno da padrone i 720 milioni di dati delle spese sanitarie, in crescita del 4,3% rispetto a quelli trasmessi nel 2017. In aumento anche il numero delle informazioni relative ai bonifici per ristrutturazioni edilizie, che raggiungono quest'anno quota 16 milioni (+1,5%). Inoltre, 95 milioni di dati riguardano i premi assicurativi (+1,6%), oltre 3,8 milioni i rimborsi di spese sanitarie (+20,3%), quasi 3,5 milioni le spese universitarie (+1,2%). L'incremento più elevato si registra con riferimento ai rimborsi di spese universitarie, oltre 55 mila, che fanno registrare un balzo del 67,9% rispetto al 2017. Intanto da oggi, ancora accedendo al «Cassetto fiscale», i contribuenti potranno finalmente togliersi la curiosità di sapere in che modo lo Stato utilizza le tasse che vengono pagate. E non in termini generali ma personali, indicando per ciascuno di noi la destinazione d'uso delle imposte.

L'ESEMPIO
Insomma, esattamente come in Gran Bretagna (unico Paese in Europa finora nel quale è attivo un servizio simile), anche in Italia ciascuno di noi potrà sapere quanto degli importi pagati all'erario è servito per finanziare la previdenza e sanità (che assorbono in media il 40% del gettito complessivo), che importo è servito a pagare i servizi di trasporto e quanto invece è stato assorbito dagli interessi del debito pubblico. «Gentile Mario Rossi, ecco come lo Stato usa le tue tasse» questo l'incipit della lettera che comparirà online da stamattina e che sarà accompagnata da una tabella e da un grafico a torta con le diverse voci del bilancio pubblico: sanità, previdenza, istruzione, sicurezza, trasporti, cultura, protezione del territorio, ma anche la quota parte del debito pubblico.

  Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA