ALITALIA

Alitalia, prende quota l’ipotesi Fs: il governo al lavoro contro il piano dei tagli di Air France

Sabato 5 Ottobre 2013 di Umberto Mancini

ROMA Prende corpo l’opzione Ferrovie dello Stato per dare un futuro ad Alitalia e allo scalo di Fiumicino. L’ingresso del gruppo guidato da Mauro Moretti nel capitale della compagnia di bandiera, con lo scopo di tutelare un asset strategico, è sempre più concreto. Non solo per fornire ossigeno finanziario, ma anche per tentare di individuare una soluzione industriale che sfrutti le sinergie aereo-treno. In queste ore il governo sta verificando le modalità d’intervento - senza però escludere altre vie - consapevole che l’assemblea della compagnia aerea del 14 ottobre, nella quale dovrà scattare la ricapitalizzazione, è dietro l’angolo.

Il dossier sarebbe già sul tavolo del premier Enrico Letta mentre il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, e quello dello Sviluppo, Flavio Zanonato, si sarebbero detti favorevoli all’opzione. Dopo il no di Cdp ad intervenire, Palazzo Chigi avrebbe infatti deciso di premere sull’acceleratore per salvaguardare il sistema del trasporto aereo. Tanto più viste le «condizioni rigorose» che Parigi vorrebbe imporre per il salvataggio. Lo scopo primo di Air France, alle prese con pesanti problemi economici, non è certo di sviluppare l’aeroporto romano o di potenziare la flotta Az. Cosa che invece sarebbe negli obiettivi di Fs, la cui solidità (34 miliardi di patrimonio e utili per 380 milioni) dopo il risanamento completato da Moretti, oggi è sotto gli occhi di tutti.

L’integrazione ha molti vantaggi: biglietterie in comune, offerte commerciali e soluzioni logistiche integrate, piani articolati per il turismo in Italia. Favorendo così economie di scala e risparmi. Le Fs farebbero un ingresso soft partecipando, con una quota di minoranza, alla ricapitalizzazione per dare forza alla compagine tricolore. Poi si svilupperebbe una collaborazione più marcata, di segno tutto industriale. Di certo questa scelta avrebbe il pregio di valorizzare Fiumicino e di non bloccare gli investimenti da 12 miliardi messi in cantiere da Adr. Investimenti che sarebbe congelati, insieme a migliaia di posti di lavoro, se il traffico si spostasse a Parigi.

LE REAZIONI DELLA POLITICA

Ed è proprio l’aspetto delle ricadute occupazionali a preoccupare la politica. Il segretario del Pd del Lazio, Enrico Gasbarra, sottolinea come il ridimensionamento di Fiumicino, se passasse il piano Air France, «costerebbe 4.500 posti aggiuntivi a quelli che Alitalia sarebbe chiamata a sacrificare». Uno scenario inaccettabile, aggiunge il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che chiede all’esecutivo «di evitare questo dramma per l’intero sistema del trasporto aereo nazionale». Zingaretti ha di nuovo sollecitato l’intervento di Cdp. Preoccupato anche Ignazio Marino, sindaco di Roma. Vista l’emergenza, per il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, non è esclusa la convocazione di una riunione straordinaria. In pressing anche i sindacati, dalla Cisl alla Uil, che chiedono a Letta una soluzione. Infine, è confermato il vertice di lunedì 7 a Palazzo Chigi che giovedì sera pareva sfumato.

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 12:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA