Elena Santarelli: «Quello che una mamma non sa. Ci vuole coraggio a fare il mestiere più difficile del mondo»

Elena Santarelli (dal profilo instagram)
di Valentina Venturi
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Mercoledì 22 Dicembre 2021, 17:29

Elena Santarelli è una donna intraprendente, una mamma forte e una moglie consapevole di sé e del suo percorso di vita. Dopo il successo del libro "Una mamma lo sa" torna in libreria affrontando, a partire dalla sua storia personale, le domande sull’educazione dei figli con l'ausilio della psicologa e psicoterapeuta Anna Rita Verardo. In "Una mamma NON lo sa" (edito Piemme) Santarelli offre spunti preziosi, storie di vita e consigli pratici per provare a rendere più semplice il mestiere più difficile del mondo: quello del genitore. 

 

Da dove nasce il titolo?

«Mi sono ritrovata, dopo un confronto con altre mamme con figli malati (il primogenito Giacomo sta guarendo da un tumore, ndr) che ritornando relativamente la normalità si affrontano i problemi di vita a cui non davi più peso. Torna importante lo studio e le regole in casa. E quindi ho capito riprendendo in mano la nostra vita e quella di Giacomo che i problemi erano gli stessi di tante altre mamme. Portati a galla anche grazie alle mamme perfettine che ti fanno sentire meno perfetta, ma dietro ogni perfezione c’è sempre qualche problemino».

Si sente coraggiosa nell'aver parlato della malattia di suo figlio?

«Ne ho conosciute tante di mamme coraggiose ma senza la mia visibilità: mi sono ritrovata nel loro coraggio».

Cosa NON sa una mamma? 

«Il mestiere che racconto nel libro è quello della mamma. Non è una frase fatta: è davvero il mestiere più difficile. Non si finisce mai di prendere appunti e c’è bisogno di umiltà nel chiedere aiuto. È quello che vorrei comunicare con questo libro. Dallo psicologo non ci si va solo perché si impazzisce o per dei problemi gravi: si può chiedere l’aiuto di una persona competente per la gestione dell’educazione dei propri figli e per non fare danni in futuro».

Quando ha conosciuto la dottoressa Verardo?

«Alla fine della terapia di mio figlio. Quando lui ha concluso le chemio ho avuto un crollo emotivo: credevo non mi sarebbe successo invece è inevitabile. Non ero invincibile. Con la psicologa Verardo ho seguito il metodo psicoterapico EMDR e finita quella fase siamo potute diventare amiche. Un’amica preziosa per dare uno strumento utile a tutti quei genitori che vogliono migliorarsi ma senza diventare perfetti perché la perfezione non esiste. Le mamme perfette lo sanno dentro di loro che non lo sono. È come se dovessi preparare le lasagne con l'aiuto di un’amica chef che consiglia la ricetta giusta!».

Come concilia la famiglia con il lavoro?

«Se sei organizzata tutto si può conciliare, ovviamente con molti sensi di colpa perché quando sono lontana per lavoro che sia una, 3 o 4 notti non sono contenta di farlo, sebbene stia andando a lavorare e non a ballare in discoteca. Lo concilio grazie alla presenza di nonni presenti e un papà presente (l'ex calciatore Bernardo Corradi, ndr.). Se io sono fuori per lavoro o lui è all’estero per lavoro comunque collaboriamo nella crescita dei nostri figli. Se ci sono delle punizioni o sanzioni si decidono con il papà: lui è più morbido rispetto a me. Anna Rita ci dice che uno dei due deve essere più amico del figlio per smussare l’arrabbiatura di uno dei due; però mai di nascosto sempre in accordo».

Dia tre pillole di saggezza.

«Sicuramente la prima è che urlare ai propri figli non è costruttivo. Secondo essere collaborativi con il proprio compagno con il proprio marito o con la propria compagna. Il libro è vero che si intitola per le mamme che non sanno ma va benissimo anche per il papà che non sa ma vuole aiutare la moglie e la propria mamma nella gestione dei figli. Infine non nascondere delle verità scomode ai propri figli, come la separazione, un divorzio o un lutto importante. Noi mamme tendiamo a nasconderle per paura che possano fargli male, invece bisogna avere il coraggio di condividerli. Ho imparato che è meglio dire una verità scomoda piuttosto che continuare a mentire».

Cosa vede nel suo futuro?

«Ho avuto una bella soddisfazione: a quarant’anni venir chiamata da Davide Parenti per far parte del cast de "Le Iene". Sono stata scelta come una delle donne al centro di una puntata, ero in un gruppo di donne che stimo molto (è stata la settima conduttrice e ha affiancato Nicola Savino nella decima puntata in onda il 16 novembre, ndr.). Devo ringraziare Alessia Marcuzzi perché ha speso parole molto belle per me. Io e Alessia siamo amiche, è una persona meravigliosa. Si tende a pensare che le colleghe siano gelose delle altre invece Alessia non lo è».

Ha quarant'anni. Quando era piccola come s'immaginava?

«Pensavo sarei stata più vecchia! Sono felice di quella che sono. A 40 anni tiri delle somme e quando mi guardo allo specchio sono felice di quello che vedo. Sono grata per quella che sono diventata anche grazie alle difficoltà».

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