Moda, l'uomo è con la gonna: la rivoluzione è iniziata

La passerella di Valentino haute couture fall winter 2021/2022
di Anna Franco
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 13:34

Da “La cosa più importante successa nella moda nell’ultimo ventennio” a “È rivoltante”, senza soluzione di continuità. Riassumendo, erano soprattutto questi i commenti a caldo che il New York Times registrò nel giorno successivo alla sfilata di Jean Paul Gaultier per la primavera/estate 1985.

Il motivo? Lo stilista aveva portato in passerella un modello col fisico e la mascella scolpiti, mascolino, con una giacca bolero e una gonna con profondo spacco, sottolineando come fosse dell’idea che la sottana dovesse diventare un capo unisex. Lo show aveva un nome emblematico: Et Dieu Créa l’Homme (E Dio Creò l’Uomo, parafrasando il film del 1956 con Brigitte Bardot). Le cose adesso sono (forse) cambiate, anche grazie alla generazione Z, che non ha alcuna voglia di essere definita sessualmente in base all’abbigliamento che indossa e vuole, anzi, essere libera di scegliere i propri vestiti senza imposizioni di genere.

COMBO

A inizio novembre gli studenti del liceo Zucchi di Monza, ad esempio, si sono presentati in classe tutti con la gonna per manifestare contro i tabù, contro la disparità di genere e contro la mascolinità tossica. Ovvero: puoi essere un uomo affascinante, gradevole e virile anche con i polpacci al vento. Un concetto sdoganato pure sui red carpet grazie ai Maneskin, a Sangiovanni o, più recentemente, a William Emult agli MTV Europe Music Awards. Giacca da smoking e longette plissé sembrano la combo perfetta: discreta e che va con tutto come solo il nero sembra saper fare. Pierpaolo Piccioli, il direttore creativo di Valentino, invece, da sempre funambolo del colore, ha deciso, con la sua ultima collezione haute couture Des Ateliers di abbozzare sugli uomini affascinanti gonne pantaloni o pantaloni gonna, ma di proporli in nuance effervescenti e calde come il viola, il verde profondo o il rosa shocking, abbinate a maglie di petali o cesellate di paillette. Il designer esprime da anni, con le sue collezioni, la voglia di rendere unico l’armadio per lui e per lei: «Il mio lavoro è la fotografia di ciò che sarà. Dovremmo guidare il cambiamento e non guardarlo. Per questo ho portato l’uomo nell’haute couture, con look interscambiabili con quelli femminili. Posso dire molto di più sulla parità con un completo rosa e lilla per lui che con mille parole».

La gonna per lui vista da Jean Paul Gaultier, ora in collezione

IMMAGINI

E un’immagine che ha fatto scuola (e storia) è stata la prima copertina di Vogue America (dicembre 2020) con protagonista un uomo. Nello specifico: Harry Styles con addosso un vaporoso abito da sera con rouche firmato Gucci. Alessandro Michele, direttore creativo della griffe, del resto, non ha mai posto limiti di genere alle sue creazioni. Probabilmente, si sta semplicemente verificando ciò che negli anni Ottanta Giorgio Armani fece col guardaroba delle donne: ingentilire, svuotare e rendere desiderabili tailleur pantaloni maschili anche per lei, che stava entrando proprio in quel periodo, con determinazione, nei posti di comando lavorativi. Una rivoluzione se si pensa che nel secolo scorso poteva venire arrestati per avere addosso qualcosa non corrispondente al proprio sesso. E proprio in quelli Stati Uniti visti spesso come territorio delle infinite libertà. 

La passerella di Valentino haute couture fall winter 2021/2022

Ora, per un abbigliamento che sia davvero condiviso, libero, senza etichette e che tenda alla parità di genere, forse, la vera soluzione sarebbe che anche gli abiti femminili avessero la stessa dignità di quelli maschili e fossero indossati dall’una e dall’altro, felici di esprimere se stessi senza troppe barriere in tessuto. Solo una precisazione: le fisicità e, conseguentemente, le taglie, quasi sempre, sono diverse. Bisognerà farsene una ragione e arrivare alla conclusione che, purtroppo, non si potrà realmente capitalizzare lo shopping col proprio compagno.

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